La sorpresa della Design Week è uno studio di architettura luganese: un nuovo materiale dai pannelli solari

Tra le proposte più interessanti viste al Salone del Mobile.Milano ce n’è una che parte da un materiale normalmente destinato allo smaltimento: il vetro dei pannelli solari arrivati a fine vita. A trasformarlo in superficie d’arredo è LEMA, che a Milano presenta il nuovo Re-Glassing, inserendolo in una collezione più ampia segnata dalla regia dello studio luganese A++ Group, guidato da Carlo Colombo e Paolo Colombo.
Il Re-Glassing nasce dal recupero del vetro contenuto nei moduli fotovoltaici dismessi. Il materiale viene frantumato, ridotto in polvere e successivamente unito a leganti naturali, fino a ottenere una nuova superficie minerale. Non cerca un effetto artificiosamente perfetto: leggere increspature, differenze cromatiche e piccoli segni restano visibili e raccontano la sua provenienza. È proprio questo uno degli aspetti più convincenti del progetto: la sostenibilità non viene usata come slogan, ma diventa materia concreta, funzione e presenza estetica.

L’applicazione più evidente si ritrova nel tavolo Traverso, una delle novità centrali della collezione firmata Carlo Colombo. Il piano ellittico suggerisce convivialità e facilita il rapporto tra chi siede attorno al tavolo, mentre le gambe inclinate alleggeriscono l’insieme e introducono movimento. Nella versione con struttura in Re-Glassing, Traverso dimostra come un materiale recuperato possa trovare spazio in un prodotto di fascia alta senza apparire compromesso tecnico o scelta secondaria.

Fondata nel 1970 dalla famiglia Meroni e ancora oggi guidata dalla stessa proprietà, LEMA ha costruito il proprio nome su un equilibrio preciso tra capacità industriale e gusto misurato. Sistemi come l’Armadio al Centimetro o la libreria Selecta hanno segnato la storia del marchio e più in generale del mobile italiano, portando avanti un’idea di casa flessibile, ordinata, capace di adattarsi alle esigenze di chi la abita. Al Salone 2026 questa identità non viene stravolta, ma aggiornata.
In questo passaggio il ruolo di A++ Group è centrale. Lo studio, con base a Lugano e presenza internazionale, accompagna LEMA dal 2025 in una nuova fase. L’approccio proposto dai Colombo punta su continuità tra gli ambienti, coerenza dei linguaggi e attenzione a prodotti destinati a durare più che a seguire la moda del momento. Una casa pensata come sistema, non come somma di stanze separate.
Lo stand milanese traduce questa impostazione con un percorso abitativo fluido. Il visitatore attraversa zone living, dining, notte e guardaroba senza fratture nette, come se stesse entrando in una casa reale più che in uno spazio fieristico. È una scelta che rafforza l’idea di LEMA come marchio capace di costruire ambienti completi.

All’ingresso domina il nuovo divano Aurel, ancora firmato Carlo Colombo. Le forme sono piene ma non pesanti, la seduta profonda invita alla permanenza, mentre le linee continue danno un senso di calma domestica. È un prodotto che punta più sul comfort e sulle proporzioni che sul gesto vistoso.
Accanto trova posto la poltrona Graffetta, tra gli oggetti più immediati della collezione. Il nome richiama l’oggetto che unisce fogli separati, e infatti il progetto nasce da una linea tubolare in acciaio che si piega nello spazio sostenendo cuscini morbidi e generosi. Il risultato è una seduta leggera nell’immagine ma accogliente nell’uso.
Nella zona pranzo il protagonista resta Traverso, accompagnato dalle nuove madie Modula. Qui LEMA lavora sul tema del contenimento con una famiglia di elementi pensata per passare con naturalezza dal living alla notte. Ante arrotondate, top sottile disponibile anche in marmo, volumi compatti e possibilità compositive differenti, compresa la versione mobile bar. Più che singoli pezzi, strumenti per organizzare la casa.

Il percorso continua con la poltrona Masami, che gioca sul rapporto tra massa e morbidezza. I pannelli laterali sembrano solidi e importanti, ma si aprono verso una seduta avvolgente. Il letto Nobu, invece, porta la stessa ricerca nella zona notte: base importante, testiera piegata con naturalezza, linee che suggeriscono protezione e raccoglimento.

Attorno a Nobu si sviluppa l’universo notte di Modula – comodini, cassettiera e panca – mentre sul fronte armadiature compare l’anta Velo, caratterizzata da una maniglia curva in alluminio rivestita in pelle. Un dettaglio tecnico trasformato in segno riconoscibile, senza eccessi formali.
Nell’ultima parte dello stand emergono anche i tavolini Vega, disegnati da Roberto Lazzeroni. I piani richiamano pietre levigate dall’acqua, con profili morbidi e irregolari, sostenuti da gambe in legno massello lasciate volutamente in evidenza. Accostati tra loro, creano piccole composizioni mobili all’interno del soggiorno.

Il catalogo si amplia inoltre con nuove essenze come Rovere Ambra e Rovere Chiaro, finiture metalliche Bronzo Aureo, Champagne e Cromato Nero, oltre a nuovi tessuti e tappeti coordinati. Anche qui il lavoro sembra orientato più alla profondità della proposta che all’effetto immediato. Per LEMA, Milano 2026 coincide con un momento di assestamento e rilancio. Il marchio resta fedele al proprio carattere, ma introduce materiali nuovi, un linguaggio più compatto e una regia creativa che porta anche una firma luganese.
