Dove nacque il Merlot ticinese, il Quattromani guarda al futuro: «Il Ticino si racconta anche attraverso il vino»

Nella terra dove tutto ebbe inizio, il Quattromani – il Merlot nato dall'unione delle migliori uve provenienti dalle quattro principali regioni viticole ticinesi, Mendrisiotto, Luganese, Locarnese e Tre Valli – ha scelto di guardare al futuro ricordando le proprie radici. La presentazione della nuova annata si è svolta alla Tenuta Tamborini Vallombrosa di Castelrotto, luogo simbolico della viticoltura cantonale: proprio qui, 120 anni fa, il medico-viticoltore Giovanni Rossi introdusse il Merlot in Ticino, contribuendo a trasformare il destino agricolo del territorio.
L'occasione è stata anche quella per attribuire ad Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, il titolo di Ambasciatore Quattromani, riconoscimento assegnato dalla giuria composta dal giornalista Alberto Dell'Acqua, ideatore del progetto, e dai produttori Angelo Delea, Feliciano Gialdi e Claudio Tamborini. Un riconoscimento che Trotta ha accolto con gratitudine e anche con una punta di ironia. «È un onore che mi fa molto piacere. Non ho ancora capito esattamente tutto quello che dovrò fare come ambasciatore, ma cercherò di farlo bene e di dare il massimo. Quello che posso dire è che il Quattromani è già oggi un grande ambasciatore del Ticino e del suo territorio».
Per il direttore di Ticino Turismo il legame tra vino e promozione territoriale è ormai indissolubile. «Ci sono territori che si raccontano con immagini, video e parole. Il Ticino si racconta anche attraverso il vino. Esiste un'associazione fortissima tra il nostro cantone e il Merlot, non soltanto per chi vive qui ma anche per chi ci visita. Quando si parla di Ticino, il vino è uno degli elementi che emergono immediatamente e questo per noi è un valore enorme».
Trotta ha poi sottolineato come la viticoltura svolga un ruolo che va ben oltre la produzione enologica. «Se non ci fossero i vigneti, probabilmente molte delle nostre colline sarebbero già state edificate. La viticoltura contribuisce a preservare il paesaggio e l'identità del territorio. A questo si aggiungono il valore economico del settore e quello turistico. L'enoturismo sta crescendo in tutta Europa e anche in Ticino rappresenta una risorsa sempre più importante. Eventi, cantine aperte, percorsi tra i vigneti e prodotti come il Quattromani contribuiscono a raccontare il cantone in modo autentico».
La scelta di Castelrotto come sede della cerimonia ha assunto un valore simbolico particolare proprio nell'anno del 120° anniversario dell'arrivo del Merlot in Ticino. A ricordarlo è stata la vicesindaca di Tresa, Margherita Manzini. «Nel 1906 Giovanni Rossi ebbe la lungimiranza di introdurre il Merlot nel nostro territorio, offrendo una risposta alla crisi della fillossera e una prospettiva di sviluppo alla viticoltura ticinese. In questi 120 anni sono cambiati i metodi di coltivazione, le tradizioni e la società stessa, ma il vino continua a rappresentare un momento di incontro e di condivisione».
Manzini ha poi voluto richiamare il valore sociale e culturale della viticoltura. «Oggi viviamo in una società che corre continuamente. Fermarsi per bere un buon bicchiere di vino in compagnia, chiacchierare e godersi il paesaggio sembra quasi una perdita di tempo. In realtà è un momento prezioso per la qualità della vita. Qui a Vallombrosa si respira il lavoro, l'impegno e la passione, ma anche il piacere di vivere il territorio. È come sentirsi in vacanza a chilometro zero».
Anche Sem Genini, secondo vicepresidente del Gran Consiglio e segretario dell'Unione Contadini Ticinesi, ha voluto inserire il Quattromani nel quadro delle sfide che il settore agricolo sta affrontando. «Siamo confrontati sempre più spesso con difficoltà importanti: costi di produzione in aumento, cambiamenti climatici, problemi fitosanitari e redditività sempre più ridotta. Per questo occasioni come quella di oggi sono importanti. Il Quattromani dimostra che collaborazione, visione comune e capacità di fare squadra possono generare valore per tutto il settore».
D'altronde, proprio la collaborazione è l'elemento che rende il Quattromani un caso quasi unico nel panorama vitivinicolo svizzero. A ricordarlo è stato Feliciano Gialdi, uno dei protagonisti dell'avventura iniziata ventisei anni fa. «Siamo aziende che normalmente competono sul mercato con le proprie etichette. Essere riusciti a costruire insieme qualcosa che dura da oltre un quarto di secolo è probabilmente il risultato più importante. Il Quattromani non è nato per sostenere economicamente le nostre aziende: 40 mila bottiglie sono una quantità limitata rispetto alle nostre produzioni. Continuiamo a farlo perché è il nostro omaggio alla storia del Merlot ticinese e perché ogni volta che ci ritroviamo è ancora un piacere condividere questa esperienza».
