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La meglio gioventù ai fornelli: Emergente 2026 incorona i talenti under 30

Due giorni di gare e confronto tra cucina, pizza, sala e pasticceria: alla Villa Reale di Monza premiati i migliori giovani del settore, con la partecipazione di grandi nomi della ristorazione
Mattia Sacchi
03.04.2026 22:13

La Villa Reale di Monza si è trasformata per due giorni nella piattaforma della nuova ristorazione italiana. Il 30 e 31 marzo si sono svolte le finali nazionali del Premio Emergente, format che da oltre vent’anni intercetta e mette alla prova i talenti under 30 del settore. Un’edizione che segna un passaggio importante: per la prima volta, tutte e quattro le categorie — cucina, pizza, pasticceria e sala — sono state riunite nello stesso momento, restituendo una fotografia più completa e contemporanea del comparto.

Non solo competizione, ma sistema. È questa la chiave di lettura di un evento che ha coinvolto cinque sedi tra Monza, Bergamo e Brescia e che ha portato in finale otto candidati per categoria, selezionati lungo un anno di prove sul territorio. Un dispositivo che funziona anche come osservatorio: sui linguaggi, sulle tecniche, ma soprattutto sulle traiettorie di un mestiere in evoluzione.

I vincitori: quattro storie, un’unica direzione

A imporsi nella categoria EmergenteChef è Daniele Antonaci (Idylio by Apreda, Roma), mentre nella pizza il titolo è stato assegnato ex aequo a Sofia Paba (Locanda Sa Matracca, Cagliari) e Lorenzo De Angelis (Frumentario, Roma). Per la sala ha vinto Edoardo Orsetti (Andrea Aprea, Milano), mentre nella pasticceria il riconoscimento è andato a Stefano Barghini (Moebius, Milano).

Quattro profili diversi, accomunati da un approccio sempre più trasversale: tecnica solida, attenzione alla filiera, capacità di racconto. Non è un caso che tra le prove più significative ci siano state la «Pizza No Waste», centrata su sostenibilità e gestione degli scarti, o la prova teorica per la sala, che ha richiesto ai concorrenti una visione culturale del mestiere oltre alla competenza operativa.

La gara: tecnica, filiera e identità

Nel dettaglio, EmergenteChef ha messo alla prova i finalisti su un menu degustazione completo — antipasto vegetale, primo di pasta fresca e secondo di carne — costruito attorno a ingredienti e materie prime selezionate, tra cui ricciola, vitellone IGP e prodotti vegetali ad alta specializzazione. Una prova che ha richiesto precisione tecnica ma anche capacità di interpretazione.

Sul fronte pizza, oltre alla gestione degli impasti, centrale è stato il lavoro sulla consapevolezza della filiera e sull’identità del prodotto. Un percorso rafforzato da momenti formativi paralleli, costruiti attorno a parole chiave come etica, ricerca e metodo.

La pasticceria ha lavorato invece su un format articolato — finger, dolce al piatto e al forno — mentre la sala ha rappresentato forse il banco di prova più interessante: una cena reale con ospiti-giurati selezionati tra esperti e giornalisti del settore, chiamati a valutare portamento, capacità di racconto e qualità complessiva del servizio.

Una generazione che guarda oltre

La giornata finale ha visto la partecipazione di alcuni protagonisti affermati della ristorazione italiana, chiamati a premiare i vincitori e a confrontarsi con i più giovani — tra cui anche due grandi chef tristellati: Antonino Cannavacciuolo e Paolo Rota, in rappresentanza della famiglia Cerea – Da Vittorio.

Il messaggio emerso è chiaro: il settore sta cambiando e richiede nuove competenze, non solo tecniche. Accanto alla cucina, crescono il peso della sala, la centralità della sostenibilità e la capacità di costruire identità riconoscibili.

Emergente come piattaforma

Accanto alle competizioni, il programma ha ospitato una serie di incontri dedicati al futuro della gastronomia, tra gestione dell’offerta, evoluzione dell’ospitalità e nuovi modelli di racconto. Temi che restituiscono un comparto in trasformazione, chiamato a ridefinire i propri equilibri.

A chiudere le due giornate, la festa di EmergenteTribe ha rappresentato il lato più informale ma strategico dell’evento: uno spazio di incontro tra generazioni, professionisti affermati e nuovi ingressi, aziende e operatori.

Con uno sguardo già rivolto al futuro: le selezioni per l’edizione 2027 prenderanno il via il 10 giugno a Varese. Segno che Emergente continua a muoversi come piattaforma, più che come premio, contribuendo a costruire — oltre che raccontare — la nuova ristorazione italiana.

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