La Svizzera torna capitale dell'alta gastronomia ma guarda da lontano l'Italia che scrive la storia

La Svizzera dovrà attendere ancora per tornare protagonista nella più prestigiosa competizione culinaria del mondo. Al Bocuse d’Or Europe 2026 di Marsiglia, infatti, la candidata elvetica Karina Fruman, affiancata dal commis Niklas Erb, non è riuscita a conquistare uno dei posti che garantivano l’accesso alla finale mondiale di Lione del 2027.
Si tratta della seconda mancata qualificazione consecutiva per la Svizzera, un dato che pesa se si pensa alle edizioni precedenti, nelle quali gli chef rossocrociati erano riusciti a ottenere risultati importanti e a ritagliarsi uno spazio tra le brigate più competitive d’Europa.

La prova di Fruman, prima donna a rappresentare i colori rossocrociati, è apparsa molto ordinata e tecnicamente precisa, tuttavia, ha incontrato difficoltà nella prova della salsa, nuovo elemento cruciale nel sistema di valutazione del Bocuse d’Or. Un passaggio tecnico che potrebbe aver inciso in maniera significativa sul punteggio finale, penalizzando la squadra elvetica nella classifica complessiva.
Karina Fruman, che ha completato il suo apprendistato culinario nell’esercito svizzero prima di lavorare in diverse cucine tra Svizzera ed estero, rappresentava una candidatura solida e preparata. Ma il Bocuse d’Or resta una delle competizioni più spietate dell’alta cucina: cinque ore e trentacinque minuti di gara, piatti complessi da realizzare davanti al pubblico e a una giuria internazionale, dove ogni dettaglio tecnico può fare la differenza.

Mentre la Svizzera esce dalla competizione europea con amarezza, l’Italia festeggia invece un risultato storico. A Marsiglia la squadra guidata dallo chef Matteo Terranova, con il commis Edoardo Magni, ha conquistato il terzo posto, salendo per la prima volta sul podio del Bocuse d’Or. Davanti agli azzurri solo due giganti della competizione: la Danimarca dello chef Christian Wellendorf e la Norvegia di Christian André Pettersen.

Un risultato significativo anche perché arriva in un contesto tradizionalmente dominato dai Paesi nordici e perché migliora il settimo posto ottenuto dall’Italia due anni fa, aprendo alla qualificazione per la finale mondiale di Lione 2027.
La classifica delle nazioni europee qualificate ai mondiali comprende Danimarca, Norvegia, Italia, Svezia, Francia, Finlandia, Regno Unito, Belgio, Ungheria e Islanda.
Per la Svizzera resta quindi la delusione sportiva. Ma all’orizzonte c’è anche un appuntamento importante. Losanna ospiterà infatti la selezione europea del Bocuse d’Or nel 2028, riportando nel Paese uno degli eventi più prestigiosi della gastronomia internazionale.
Una prospettiva che confermerà la Svizzera come capitale europea dell’alta cucina per qualche giorno, anche se, dopo due mancate qualificazioni consecutive, resta la speranza che quella occasione possa coincidere anche con un ritorno competitivo della brigata elvetica ai vertici della gara. Per ora, però, si può solo guardare da lontano e applaudire al podio storico dell’Italia che, finalmente, è riuscita a entrare tra le grandi del Bocuse d’Or.
