Origini entra nella Guida Michelin dopo appena un anno: «Questo è solo l’inizio»

A poco più di un anno dall’apertura, Origini entra nella Guida Michelin. Il ristorante di Morbio Inferiore guidato da Guglielmo Curcio e Swea Meucci compare così per la prima volta nella selezione della celebre guida francese. L’annuncio è arrivato nelle scorse ore direttamente dal locale, aperto negli spazi dello storico Ghitello, dove Curcio ha costruito una cucina basata su fuoco vivo, fermentazioni, conservazioni e ricerca sul territorio, mentre Swea Meucci ha sviluppato un lavoro parallelo sull’enoteca e sulla sala, con una selezione fortemente orientata ai vini ticinesi.
«Finalmente possiamo dirlo», racconta emozionato Curcio. «Il nostro percorso entra nella Guida Michelin dopo solo un anno di apertura. Un traguardo che rappresenta sacrifici, ricerca, identità e visione». Lo chef parla di un riconoscimento che arriva al termine di una fase intensa, non soltanto sul piano professionale: «Da Origini continueremo a raccontare una cucina istintiva, primordiale e profondamente legata alle origini del gusto».
Per Curcio e Meucci il risultato arriva infatti in un anno che ha segnato anche la loro vita privata. I due, compagni nel lavoro e nella vita, sono recentemente diventati genitori del piccolo Achille, elemento che ha inevitabilmente cambiato ritmi e prospettive del progetto. «È stato un anno fortissimo sotto tutti i punti di vista», raccontano. «Siamo diventati una famiglia mentre cercavamo di far crescere anche il ristorante. Per questo il riconoscimento ha un valore ancora più grande».
Origini era nato con un’impostazione molto definita, lontana da formule più accomodanti. Curcio, passato anche dalle cucine di Matteo Baronetto al Del Cambio di Torino e di Davide Caranchini al Materia di Cernobbio, aveva scelto fin dall’inizio una linea precisa, costruita su tecniche antiche e su un rapporto diretto con la materia prima. Una direzione che, almeno inizialmente, era sembrata una scommessa in un territorio che negli ultimi anni aveva vissuto una fase complessa sul piano della ristorazione.
Curcio e Meucci, intanto, guardano già avanti. «Siamo felicissimi. E adesso non vediamo l’ora di appendere la targa rossa fuori dal ristorante. Ma soprattutto di presentare nuove creazioni da proporre ai nostri clienti, che sono una parte fondamentale di questo successo«.
