Prossima fermata, un calice di vino: Milano porta le cantine in metropolitana

Portare il vino dove le persone sono già, anziché aspettare che siano loro a cercarlo. Persino sottoterra. È l'idea, per certi versi provocatoria, da cui nasce DEGU-STAZIONI, il nuovo progetto di Somm Is The Future e Metro 5 Milano che domenica 27 settembre trasformerà tre fermate della Linea Lilla – Isola, Garibaldi e San Siro Stadio – nelle tappe di un percorso dedicato alla cultura enologica. Non si berrà, naturalmente, sui vagoni o lungo le banchine: le degustazioni saranno confinate in aree appositamente delimitate e accessibili esclusivamente agli accreditati.

Presentato all'Excelsior Hotel Gallia, il format riunirà oltre 30 cantine provenienti da tutta Italia e più di 50 Somm Mentor, sommelier professionisti chiamati non semplicemente a servire i calici, ma ad accompagnare il pubblico nella scelta e nel racconto dei vini.
Dietro al progetto c'è Paolo Porfidio, milanese classe 1989, Head Sommelier dell'Excelsior Hotel Gallia e fondatore nel 2025 di Somm Is The Future. Laureato in Viticoltura ed Enologia all'Università degli Studi di Milano, Porfidio ha lavorato tra Londra e Milano e nel 2023 è stato nominato Miglior Sommelier dell'anno da Identità Golose.

L'idea di DEGU-STAZIONI nasce da una domanda piuttosto semplice. «Il vino sta cambiando e noi cosa stiamo facendo? Cambiano le generazioni, cambiano i linguaggi e cambiano le esigenze», ha spiegato Porfidio durante la presentazione. «Se vogliamo avvicinare le nuove generazioni e nuovi appassionati, non possiamo aspettare che siano loro ad arrivare da noi: dobbiamo andare dove le persone ci sono già». E a Milano uno di questi luoghi è inevitabilmente la metropolitana: «È una città in continuo movimento. Le persone prendono la metro per andare al lavoro, ai concerti, allo stadio. Il vino deve essere dove le persone già ci sono».
La scelta delle tre fermate non è quindi casuale. Isola, Garibaldi e San Siro sono state individuate anche per il rapporto con quartieri molto diversi della città. L'ambizione è che lo spostamento tra una degustazione e l'altra diventi parte dell'esperienza: si scende, si assaggia e si riparte, ma si può anche uscire dalla stazione e continuare a esplorare Milano. «La metropolitana rappresenta anche l'idea di quartiere. Intorno alle fermate succede qualcosa», osserva Porfidio. «I nostri ospiti avranno modo di girare, fermarsi, scoprire i quartieri e le loro realtà».

Il funzionamento è piuttosto semplice. La giornata sarà divisa in tre turni, dalle 12 alle 15, dalle 15 alle 18 e dalle 18 alle 21. Ogni partecipante riceverà un calice con porta-calice e potrà scegliere nove assaggi tra le etichette delle oltre trenta aziende presenti, spostandosi liberamente tra le tre stazioni. San Siro avrà inoltre una funzione particolare, diventando la stazione dei contenuti live, con incontri con produttori, blind tasting, degustazioni guidate e talk dedicati alla ristorazione, alla distribuzione, alla mobilità e alla sommellerie.
Proprio i sommelier costituiscono uno degli elementi sui quali Porfidio insiste maggiormente. I cinquanta professionisti coinvolti saranno chiamati Somm Mentor perché il loro compito sarà stare tra il pubblico e orientarlo. «Il sommelier oggi non è più una persona capace soltanto di abbinare il giusto piatto al giusto vino. È un conoscitore e un professionista capace di tradurre linguaggi diversi: deve saper raccontare il vino nella sala di un grande ristorante, ma anche scendere tra le persone in metropolitana e cambiare linguaggio».

Una scelta che si lega alla volontà di rendere meno rigidi anche i confini interni al settore. Al progetto partecipano AIS, ASPI, FISAR e Assoenologi. «Il futuro del vino non può essere raccontato per compartimenti separati: chi lo produce, chi lo interpreta e chi lo porta al pubblico sono parti dello stesso racconto», sottolinea Porfidio.
Particolare attenzione è rivolta ai giovani adulti, ai quali sono dedicate tariffe ridotte. È anche a loro che parla la scelta di uscire dai luoghi tradizionalmente associati alla degustazione. Per Porfidio il principio è che «una grande bottiglia può essere esclusiva, una grande produzione può essere esclusiva, ma la cultura del vino deve essere inclusiva».
Alla presentazione milanese è intervenuto anche il noto imprenditore e giudice di Masterchef Joe Bastianich, coinvolto nel progetto con la sua cantina. Ed è proprio la metropolitana ad averlo convinto: «Io sono sempre in metro, anche qui a Milano. Mi piace: è democrazia». Secondo Bastianich, DEGU-STAZIONI affronta soprattutto un problema di linguaggio: «È un concetto di comunicazione moderna verso un prodotto che a volte viene ancora comunicato in maniera un po' antica». Un tema particolarmente importante nel rapporto con i più giovani: iniziative di questo genere, ha osservato, permettono di «portare il vino al popolo» e avvicinare un pubblico che oggi mostra abitudini di consumo differenti rispetto alle generazioni precedenti.
Resta naturalmente il nodo della convivenza tra degustazioni e normale servizio metropolitano. Gli organizzatori hanno previsto una separazione netta: si potrà bere esclusivamente nelle aree riservate, senza coinvolgere gli altri passeggeri, mentre Metro 5 metterà a disposizione gli spazi senza occuparsi della vendita o della somministrazione degli alcolici. L'accesso e il consumo saranno riservati ai maggiorenni.

Anche il calice consegnato ai partecipanti sarà infrangibile. «Non sarà una degustazione libera e casuale tra le stazioni», precisa Porfidio. «Ogni fermata avrà aree delimitate, accessibili soltanto a chi avrà acquistato il biglietto. Si potrà degustare esclusivamente lì».
Il risultato sarà quindi una sorta di wine tour sotterraneo, nel quale il viaggio diventa parte della degustazione. «Ci sarà una mappa che guiderà l'ospite, ma ciascuno potrà scegliere liberamente come muoversi», conclude Porfidio. E dietro l'esperimento resta soprattutto una convinzione: se cambia il pubblico, deve cambiare anche il modo di raccontargli il vino. «Milano non si ferma mai. E nemmeno noi possiamo permetterci di rimanere fermi».
