Si fa presto a dire Spritz: Aperol, una storia italiana (che adesso torna a casa)

Tra le volte medievali di Palazzo della Ragione e le piazze che da oltre un secolo scandiscono il rito dell’aperitivo padovano, Aperol è tornato dove tutto era iniziato. Non con un’operazione nostalgia, ma con un progetto che prova a trasformare un marchio globale in un racconto di territorio e identità. Si chiama «Casa Aperol» ed è il nuovo spazio immersivo inaugurato nel cuore di Padova, città dove nel 1919 i fratelli Barbieri presentarono per la prima volta quel liquore arancione destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili dell’aperitivo italiano nel mondo.

Per raccontarlo, Aperol ha invitato giornalisti da diversi Paesi europei, compresa la Svizzera, oggi uno dei mercati più importanti per il marchio, in un percorso che parte dalle origini ma guarda apertamente al futuro del brand. «Non è solo un’iniziativa che riguarda Padova», spiega Alberto Ponchio, Senior Marketing Director Italy di Campari Group. «Volevamo celebrare di nuovo le origini padovane di un drink nato come tradizione locale e diventato nel tempo prima un’icona nazionale e poi internazionale».

Il cuore del progetto è proprio Casa Aperol, pop-up aperto in Piazza della Frutta fino a fine giugno. Dentro non c’è soltanto il prodotto. C’è una narrazione. La nuova bottiglia ridisegnata, le installazioni, il merchandising creato dal collettivo artistico The Padovaner, ma soprattutto la volontà di ricostruire un legame profondo tra il brand e la città da cui tutto è partito.
«È uno spaccato di Padova e dell’Italia», racconta Ponchio. «Qui si trova la storia, si trova l’evoluzione di Aperol Spritz, si trovano chicche esclusive dedicate solo a questo spazio. Ma soprattutto continuiamo a rafforzare il legame con la città e con i giovani artisti del territorio».

Un rapporto che assume anche una dimensione concreta. Parte dell’iniziativa contribuirà infatti al restauro della facciata di Palazzo della Ragione, simbolo monumentale della città. «Siamo felici di prenderci cura di un pezzetto di Padova», sottolinea Ponchio.
Nel racconto di Aperol il concetto di autenticità torna continuamente. Non a caso il progetto è stato accompagnato dal rilancio della campagna «L’Originale», dedicata ai locali che servono l’Aperol Spritz seguendo la ricetta storica: tre parti di Prosecco DOC, due di Aperol, una di soda e una fetta d’arancia. In un panorama sempre più popolato da varianti e reinterpretazioni «arancioni», il marchio vuole ribadire la propria identità.

«C’è differenza tra uno spritz e un Aperol Spritz», osserva Ponchio. «Dietro il successo mondiale dello spritz c’è prima di tutto un colore iconico, unico, capace di cambiare qualsiasi giornata. Ma c’è anche un’attitudine fatta di convivialità, divertimento e tempo condiviso».
A Padova questa dimensione si percepisce quasi ovunque. Nei plateatici pieni già dal tardo pomeriggio, nei cicchetti consumati in piedi sotto i portici, nei tavolini che si allungano verso le piazze. Lo spritz qui non è semplicemente una bevanda: è un gesto sociale, un’abitudine quotidiana che accompagna il ritmo della città.
«Lo Spritz è patrimonio culturale veneto, padovano e italiano», continua Ponchio. «Parla di stare insieme, condividere la giornata, progettare la serata. È molto più di un drink».

Anche il restyling della bottiglia segue questa logica: evolversi senza tradire l’identità. «La cosa bella di un mito è che non cambia mai, ma allo stesso tempo rimane contemporaneo», dice ancora il manager di Campari Group. «Il liquido resta intoccato dal 1919, ma gli elementi visivi evolvono. Le nervature della bottiglia richiamano le architetture venete e padovane, mentre il design continua a parlare anche alle nuove generazioni».
Ed è forse proprio questo il senso più profondo di «Casa Aperol»: riportare un simbolo globale nel luogo dove ha imparato a parlare il linguaggio della convivialità italiana. «Continuiamo a guardare al futuro», conclude Ponchio. «Ma senza perdere quel legame con il territorio e con le persone che ha reso Aperol quello che è oggi».
