Motori

Stella Li: «BYD interessata a Maserati? Forse in passato, oggi l'auto più veloce al mondo è la nostra»

Ad Abu Dhabi, dove la Yangwang U9 Xtreme ha raggiunto i 503,17 km/h, la vicepresidente esecutiva del colosso cinese parla al Corriere del Ticino delle ambizioni di BYD: «I nostri ingegneri ci spingono al limite, potremmo fare nuovi record»
© Antje-Katrin Schaniel / Senzacamedi
Mattia Sacchi
07.11.2026 11:00

Il muro dei 500 chilometri orari è stato abbattuto. A riuscirci, per la prima volta con un'automobile di produzione, è stata la Yangwang U9 Xtreme, hypercar elettrica del gruppo BYD che ha raggiunto i 503,17 km/h su una strada nella regione di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti. Un risultato che il costruttore cinese ha voluto celebrare proprio ad Abu Dhabi, riunendo ospiti e giornalisti internazionali per festeggiare il nuovo primato. Tra i protagonisti dell'evento anche Stella Li, vicepresidente esecutiva di BYD, che il Corriere del Ticino ha incontrato a margine delle celebrazioni. Un'occasione per parlare del record, ma anche delle strategie del gruppo, del futuro dei marchi di lusso e dell'interesse, ormai apparentemente superato, per Maserati.

Al volante della Yangwang U9 Xtreme, durante il tentativo sulla strada chiusa al traffico, c'era il pilota tedesco Marc Basseng, già protagonista del precedente primato di 496,22 km/h ottenuto in Germania. Questa volta il risultato ha permesso al costruttore cinese di conquistare due Guinness World Records, uno assoluto per le automobili di produzione e uno riservato alle elettriche, entrambi relativi a un singolo passaggio.

Per Stella Li, tuttavia, il risultato non rappresenta necessariamente un punto d'arrivo. «Per me un limite esiste sempre. Ma quando penso ai nostri ingegneri, sinceramente non so cosa abbiano in mente», racconta sorridendo. «Vogliono continuamente affrontare nuove sfide e stabilire nuovi record». La possibilità di spingersi ancora oltre rimane aperta, anche se la dirigente preferisce non anticipare nulla. «Credo che adesso abbiano bisogno di riposarsi un po'. Poi torneranno al lavoro».

La scelta di Abu Dhabi, spiega, non è stata casuale. «È un luogo dove si può trasformare l'impossibile in possibile. Le persone e le autorità sono molto aperte e disponibili a sostenere progetti ambiziosi». Il tentativo ha richiesto la chiusura di dieci chilometri di strada, la pulizia accurata dell'asfalto e una preparazione tecnica particolarmente complessa. «Per realizzare un record del genere bisogna bloccare la strada, pulirla e assicurarsi che sia in condizioni perfette. Non è semplice, ma qui abbiamo trovato un ambiente favorevole e il sostegno necessario».

Sul futuro del gruppo, Li mantiene lo stesso atteggiamento prudente. «Ogni anno abbiamo qualche importante innovazione tecnologica. Quest'anno abbiamo annunciato la tecnologia di ricarica ultrarapida e il prossimo anno avremo qualcosa di nuovo». Qualcosa di nuovo che potrebbe riguardare la possibilità di trasferire alcune delle soluzioni sviluppate per la U9 Xtreme alle automobili destinate al grande pubblico. «Tecnologie come l'architettura ad alto voltaggio potranno essere utilizzate anche su altri modelli BYD. Alcune delle innovazioni che dimostriamo qui arriveranno sulle nostre vetture di serie».

L'incontro è stato anche l'occasione per tornare sulle indiscrezioni relative a una possibile acquisizione di Maserati da parte del gruppo cinese. La questione era emersa con forza lo scorso maggio, quando Stella Li aveva definito marchi storici come Maserati «molto interessanti», pur precisando che non erano state avviate operazioni concrete. 

Ad Abu Dhabi, interpellata dal Corriere del Ticino, Li torna sull'argomento: «Forse qualche anno fa eravamo più interessati. Ma oggi stiamo già costruendo il nostro percorso e siamo sulla strada giusta. D'altronde ad oggi la macchina più veloce al mondo è la nostra... Ed è per questo che abbiamo lanciato Yangwang con successo e qui, per strada, si vedono già molte delle nostre automobili. Le persone le apprezzano ed è più semplice sviluppare i nostri marchi. È una scelta che riflette meglio il futuro e quello che la tecnologia può fare».

Parole che sembrano allontanare, almeno per il momento, la prospettiva di un ingresso di BYD nel capitale della casa del Tridente. Il gruppo preferisce concentrarsi sui propri marchi, a cominciare da Denza e Yangwang.  Il confronto con i costruttori europei non sembra preoccuparla: «Non vogliamo competere con qualcuno in particolare. Vogliamo sviluppare le nostre tecnologie, costruire le migliori automobili possibili e raggiungere risultati che altri non hanno ancora ottenuto».

Resta il problema della riconoscibilità, soprattutto in Europa, dove il prestigio automobilistico è spesso legato alla storia dei marchi. «Noi vogliamo creare un effetto sorpresa, qualcosa che faccia dire alle persone: incredibile. Pensate a quello che è successo con questo record. Dopo un evento del genere, molte più persone conosceranno Yangwang. Ci concentriamo sul nostro lavoro, senza preoccuparci troppo di quello che fanno gli altri».

Ma che cosa significa lusso per un marchio cinese? «La Cina ha cinquemila anni di storia, con imperatori, famiglie reali e una grande tradizione culturale. Vogliamo portare questa eredità nelle nostre automobili, combinandola con le nuove tecnologie. Con Yangwang, il nostro marchio di lusso, vogliamo che chi sale a bordo si senta nel proprio palazzo, come un re o una regina. Un luogo dove ritrovare tutto il comfort possibile».

Il richiamo alla tradizione cinese emerge anche nell'abbigliamento della dirigente, che nelle sue apparizioni pubbliche sceglie spesso abiti ricercati, con colori e decorazioni particolarmente riconoscibili. Le abbiamo chiesto se dietro questo stile ci sia una precisa ricerca di power dressing, ovvero l'utilizzo dell'abbigliamento per comunicare autorevolezza e personalità.

«Faccio sempre attenzione ai vestiti che scelto: credo che anche gli abiti siano un modo per esprimersi», racconta, mostrando i dettagli di quello che indossa. «Guardate i disegni, i motivi decorativi, i tessuti. Tutto richiama la tradizione cinese. Anche la seta e il modo in cui riflette la luce hanno un significato. Con il mio look ci tenevo a raccontare il prestigio e gli straordinari successi che stiamo celebrando oggi, Senza voler sembrare arrogante, un'espressione di potere. Ma soprattutto qualcosa di più profondo, legato alla nostra eredità culturale«. 

In questo articolo: