La nuova rubrica

Nella moda si chiama doppia firma, da oggi la mettiamo anche noi

Nasce una rubrica del Corriere del Ticino con Dagorà dedicata all'innovazione nel lifestyle: moda, lusso, cibo, cosmetica, design, viaggi, sport e benessere
Red. Online
21.09.2026 12:00

Nel linguaggio dei marchi, «doppia firma» indica quello che succede quando due nomi decidono di fare una cosa insieme: una casa di moda e un artigiano, un marchio sportivo e un designer, un pastificio e un cuoco. Il risultato non appartiene del tutto né all'uno né all'altro, e proprio per questo dice qualcosa che nessuno dei due, da solo, avrebbe detto.

La moda gli ha dato il nome, ma il meccanismo ha smesso da tempo di essere una faccenda di sfilate. È il produttore di ingredienti cosmetici che sviluppa una formula con un laboratorio universitario. È l'albergo che apre la cucina a un'azienda alimentare per testare un prodotto prima che esista uno scaffale. È il marchio di attrezzatura sportiva che si mette al tavolo con chi studia i materiali riciclati, perché da solo non saprebbe da che parte cominciare. Chiamatela collaborazione, se preferite: la sostanza è che oggi quasi nessuna innovazione, in questi settori, nasce dentro una sola azienda.

Da oggi una doppia firma il Corriere del Ticino la mette in home. Questa rubrica nasce con Dagorà, la community svizzera per l'innovazione nel lifestyle: oltre cento aziende membro, una trentina di appuntamenti all'anno, e un lavoro che consiste nel mettere allo stesso tavolo persone che altrimenti non si incontrerebbero. Nel corso di dodici mesi capita così che si siedano insieme il direttore digitale di un marchio di moda americano, il fondatore di una startup che misura l'impronta di carbonio di una scarpa, il responsabile clienti di una maison di cristalli austriaca e un ricercatore che studia come si conserva una crema senza conservanti. Non è una fiera e non è un salone. È, molto più prosaicamente, lavoro.

I due mestieri sono diversi e restano tali. Dagorà mette in contatto le persone che decidono; il Corriere del Ticino fa domande. Da questo attrito, se funziona, esce qualcosa di utile a chi legge.

Di che cosa parleremo

Il perimetro è quello che nel gergo del settore si chiama lifestyle: moda, lusso, cibo e bevande, cosmetica, design, viaggi e ospitalità, sport e longevità. Perfino il petcare, che negli ultimi anni è diventato un mercato con margini da profumeria.

Ma non racconteremo le collezioni. Racconteremo le decisioni: perché un marchio smette di produrre in un Paese e comincia in un altro, chi paga davvero il costo di un reso gratuito, cosa cambia quando un consumatore compra la stessa borsa due volte, la prima nuova e la seconda usata.

Perché questo interessa il Ticino

La risposta breve: perché qui ci sono già le aziende. Il Ticino ospita da decenni una filiera che il grande pubblico non vede. Chimica fine e ingredienti cosmetici, packaging, orologeria e componenti, distribuzione e logistica, sedi commerciali di gruppi internazionali che dal Sottoceneri gestiscono mercati interi. È un tessuto che vive di export e di fiducia, non di visibilità.

La risposta più lunga riguarda la geografia. Lugano sta a meno di un'ora da Milano, la capitale mondiale della moda per numero di sedi decisionali, e dentro un Paese che offre stabilità normativa, ricerca applicata e una fiscalità prevedibile. Per molti gruppi è la distanza giusta: abbastanza vicina per lavorare con l'industria italiana, abbastanza fuori per prendere decisioni con calma.

Carlo Terreni, presidente di Dagorà e dell'Innovation Park Ticino, lo ha detto in modo asciutto il giorno dell'inaugurazione: la crescita dipenderà dalla capacità di fare rete con Ticino, Milano, Zurigo e Berna. È una frase che descrive bene anche il limite da superare. Le reti, in Ticino, si costruiscono spesso bene e si raccontano male.

Come sarà fatta

Ogni appuntamento partirà da un caso concreto: un'azienda, un prodotto, una scelta. Da lì risaliremo al problema di settore, e da lì torneremo qui, a vedere chi in Ticino ci sta lavorando: imprese, fornitori, USI e SUPSI, istituzioni. Ci saranno numeri quando ci sono, e si dirà quando non ci sono. Ci saranno nomi e cognomi.

E ci sarà, in chiusura di ogni puntata, una previsione: tre righe di scenario firmate da chi abbiamo intervistato. Le archiviamo e ci torniamo sopra dopo un anno, per verificare chi aveva ragione. È il modo più semplice che conosciamo per distinguere una tendenza da una moda.

Una parte del racconto, però, in home non ci sta. Sono i laboratori, i campioni di materiale, le mani che lavorano, le facce di chi parla. Quella parte la troverete su Instagram, sui profili del Corriere del Ticino e di Dagorà.

Cominciamo dalla cosmetica, il settore che in Ticino occupa più persone di quante il Ticino immagini, e dal petcare.

Che cos'è Dagorà

Dagorà è una community internazionale per l'innovazione nel settore lifestyle, attiva su tutta la Svizzera, che connette imprese, startup, istituzioni, investitori e talenti dei comparti moda, lusso, food, beauty, design, travel, sport e wellbeing. Organizza formazione, workshop peer-to-peer, investor dinner e progetti di innovazione, affiancati dagli Innovation Hub fisici che fungono da spazi di incontro e sperimentazione sul territorio. Attraverso il programma Innovation Booster di Innosuisse, l'agenzia federale per l'innovazione, promuove l'innovazione collaborativa tra istituti di ricerca svizzeri e aziende, trasformando idee, tecnologie e competenze in opportunità concrete di sviluppo. L'obiettivo dichiarato è rafforzare la competitività dell'industria lifestyle svizzera, attrarre investimenti esteri e stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo sul territorio.

DOPPIA FIRMA è una rubrica del Corriere del Ticino realizzata in collaborazione con Dagorà, Lifestyle Innovation Hub, Lugano. Anche su Instagram.