Orologi

Il tempo che salta e ricomincia: OLTO-8 sfida i codici dell’orologeria tradizionale

Dal Chrono Gate con display a 120° fino alla crescita dei marchi asiatici: il fondatore e designer Nan Gu racconta una diversa filosofia del tempo: «Non vogliamo sfidare secoli di tradizione svizzera. Vogliamo offrire qualcosa che la Svizzera non ha»
© CdT/Gabriele Putzu
Mattia Sacchi
24.05.2026 17:17

Dietro OLTO-8 non c’è soltanto l’idea di creare un nuovo orologio, ma il tentativo di costruire un diverso modo di raccontare il tempo. A spiegarlo è Nan Gu, fondatore e designer del marchio nato a Hong Kong nel 2018, che con il Chrono Gate prova a unire filosofia, meccanica e design industriale in un unico oggetto. Il risultato è un segnatempo con display a 120 gradi e un sistema che ogni dodici ore porta il quadrante a compiere un salto improvviso da «12» a «0», trasformando quella che potrebbe sembrare una semplice indicazione dell’ora in qualcosa di più.

© CdT/Gabriele Putzu
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«Il progetto è iniziato da una domanda filosofica: qual è la vera natura del tempo?», racconta Nan Gu. «OLTO-8 prende il nome dalla pronuncia italiana del numero otto, simbolo dell’infinito. Ma rappresenta anche la nostra idea di vita scandita da tre cicli di otto ore: sonno, lavoro e tempo vissuto. Da qui ci siamo chiesti come sarebbe un orologio che non si limitasse a misurare il tempo, ma ne riflettesse la natura ciclica».

Da quell’idea è nato il modulo proprietario OT.G102, sviluppato internamente dal marchio. «Il componente centrale è un elemento che chiamiamo «Time Key», una sorta di leva che trasforma un movimento rotatorio continuo in un movimento intermittente e preciso. Fin dall’inizio design e meccanica erano inseparabili».

Per Nan Gu il punto non era semplicemente introdurre una nuova funzione meccanica. «L’intenzione era sia funzionale sia percettiva, ma l’aspetto percettivo è arrivato prima. Chi indossa il Chrono Gate vede il disco delle ore saltare istantaneamente da «12» a «0» a mezzogiorno e poi ancora a mezzanotte. Non è un effetto casuale, ma una scelta precisa. Lo definiamo il battito meccanico del tempo: rende il tempo visibile e tangibile, non soltanto leggibile».

E aggiunge: «Volevamo mettere in discussione l’idea che un orologio debba rendere il passaggio del tempo qualcosa di invisibile e continuo. Il Chrono Gate ti fa percepire il tempo che passa. Quel salto istantaneo ricorda che la fine di un ciclo coincide sempre con l’inizio di uno nuovo. È la filosofia di OLTO-8 espressa attraverso la meccanica».

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Anche sul quadrante il marchio ha scelto una strada insolita. Nessun logo visibile. «È stata una scelta completamente intenzionale», racconta Nan Gu. «A mezzogiorno le lancette delle ore e dei minuti si sovrappongono formando un otto. Il nostro logo non è stampato sul quadrante: è integrato nella struttura meccanica dell’orologio stesso. L’incisione guilloché, la vista aperta sul modulo a ore 12 e le lancette tridimensionali con dettagli circolari diventano parte della nostra identità».

«Crediamo che nell’orologeria l’identità debba essere scoperta e non annunciata. Quando un collezionista nota quell’otto nascosto vive un momento personale di scoperta, e quel momento per noi ha più valore di un logo stampato».

Il Chrono Gate viene proposto in una fascia di prezzo accessibile, un segmento nel quale raramente si incontrano soluzioni tecniche e finiture così ambiziose. Anche qui, Nan Gu insiste sul controllo del processo. «Creiamo valore controllando la produzione e scegliendo con precisione dove la qualità conta davvero. La cassa del Chrono Gate è forgiata a freddo, poi lavorata con macchine CNC a cinque assi e infine rifinita a mano. È un processo più comune in orologi di fascia molto più alta».

© CdT/Gabriele Putzu
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Il lavoro riguarda anche il movimento. «Il modulo è prodotto con tolleranze tra 0,005 e 0,02 millimetri, mentre alcuni componenti chiave sono controllati in un intervallo ancora più stretto, tra 0,005 e 0,01 millimetri. L’assemblaggio del movimento comprende 210 componenti, con platina decorata a perlage e viti lucidate con attenzione».

Secondo il fondatore, il rapporto tra prezzo e contenuto nasce anche da una scelta distributiva precisa. «Non investiamo risorse in infrastrutture retail o in complessi livelli di distribuzione. Ogni investimento ritorna nel prodotto stesso: dal vetro zaffiro al quadrante guilloché, fino alla qualità delle finiture. Questo ci permette di offrire valore senza compromettere l’artigianalità».

Il controllo della filiera, per OLTO-8, non è un dettaglio secondario. «È fondamentale per tutto ciò che facciamo», spiega Nan Gu. «OLTO-8 è stata fondata a Hong Kong nel 2018 e dispone di un team interno di design guidato da un chief designer con oltre dieci anni di esperienza nel design orologiero e nell’ingegneria meccanica. Integriamo ricerca, design e produzione. Non è un’affermazione di marketing: è la nostra realtà operativa».

Ed è proprio questa integrazione, secondo lui, a permettere una maggiore libertà. «Quando controlli l’intera catena del valore, puoi prendere decisioni che fornitori esterni non metterebbero mai al primo posto. Il nostro modulo OT.G102 esiste perché avevamo bisogno di un meccanismo che altrove non esisteva. Quel tipo di creazione è possibile solo quando ricerca, sviluppo e produzione lavorano sotto lo stesso tetto».

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La conversazione si sposta poi sulla crescita dei marchi asiatici e sul loro ruolo in un settore storicamente dominato dalla Svizzera. «Il vero cambiamento è stato il passaggio dall’imitazione all’originalità», afferma Nan Gu. «Per molto tempo gli standard svizzeri erano considerati il punto di riferimento e la domanda era quanto ci si potesse avvicinare a quel linguaggio. Oggi i marchi asiatici più forti stanno esplorando strade completamente diverse».

Nel caso del Chrono Gate, sostiene, il punto è proprio questo: «Il display 24 ore guidato da camme, il meccanismo Time Key e la silhouette a forma di otto che appare a mezzogiorno non sono presi in prestito dalle convenzioni svizzere. Nascono dal nostro linguaggio di design e dalla nostra filosofia».

Anche la base industriale è cambiata. «La lavorazione CNC a cinque assi, lo sviluppo interno di moduli meccanici e le capacità di finitura manuale applicate su scala hanno raggiunto in Asia un livello che dieci anni fa sarebbe stato quasi impensabile».

Il tema del pregiudizio verso l’orologeria asiatica, secondo Nan Gu, esiste ancora ma sta perdendo peso. «Lo incontriamo sempre meno, soprattutto quando le persone hanno l’opportunità di vedere e provare l’orologio. La cassa del Chrono Gate è forgiata a freddo e lavorata a cinque assi, con un rivestimento anti-impronta applicato sottovuoto sul titanio. Il quadrante guilloché, il doppio vetro zaffiro bombato con trattamento antiriflesso, il peso e la sensazione al polso sono elementi concreti. A quel punto non si parla più di percezioni, ma di esperienza».

Per il fondatore di OLTO-8, però, l’obiettivo non è creare una contrapposizione con la tradizione elvetica. «Non ci siamo mai posizionati contro l’orologeria svizzera. Ci consideriamo parte della più ampia tradizione dell’orologeria meccanica di qualità». Anzi, proprio il mercato elvetico viene visto come una verifica importante: «La Svizzera ospita alcuni dei collezionisti più esigenti al mondo. Hanno maneggiato i migliori segnatempo e sanno riconoscere immediatamente ciò che hanno davanti. Se riuscissimo a conquistare il loro riconoscimento, avrebbe un valore enorme. Non vogliamo competere con secoli di storia costruiti dall’orologeria svizzera. Vogliamo offrire qualcosa di diverso: una nostra interpretazione del tempo. Quella differenza non è un limite. È la nostra identità».

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