Renault Espace punta tutto sull'ibrido e sul comfort

Benché si sforzi di rievocare i primi modelli della sua Espace e di richiamarne il DNA (la prima monovolume, rivoluzionaria nel suo genere, apparve nel 1983), Renault non riuscirà a convincerci che questa nuova generazione di Espace, la sesta, sia la stessa “auto da vivere” delle prime apparse sul mercato. I gusti della clientela cambiano, la monovolume classica non è più richiesta e la transizione verso il crossover dalla carrozzeria muscolosa e scultorea, iniziata con la generazione precedente del modello, continua e si conferma. Contenti o meno, il concetto di vettura multispazio si è evoluto e bisogna prenderne atto. Non di meno, questa nuova versione della Espace offre un abitacolo generoso in fatto di spazio e modulabile, arrivando ad ospitare da 5 a 7 persone. E quel che più conta, senza sovrapprezzo. Non bisogna però pensare di riappropriarsi dell’agio garantito dalla monovolume di un tempo: la terza fila di sedili è adatta soprattutto ai bambini e riduce lo spazio del bagagliaio a soli 159 litri, contro i 777 disponibili con cinque posti e la seconda fila tutta avanzata che garantisce comodità a tutti gli occupanti.

Nata sulla stessa piattaforma di Austral, la Cmf-Cd dell’Alleanza Renault, Nissan e Mitsubishi, l’Espace eredita anche l’unico motore disponibile: l’ibrido full E-Tech da 199 cavalli totali. Come l’Austral, anche l’Espace secondo la casa è in grado di circolare per l’80% circa in modalità elettrica, permettendo un risparmio di carburante di circa il 40% rispetto ad un veicolo di pari categoria.
La circolazione è garantita da tre motori: un tre cilindri a benzina turbo da 1,2 litri, coadiuvato da due propulsori elettrici, per una potenza massima di sistema di 199 CV. Il motore elettrico principale ha una potenza di 68 CV, provvede a lanciare l’auto da ferma e garantisce la propulsione a bassa velocità, caricando la batteria. Il motore secondario (34 CV), avvia il turbobenzina e lo porta all’esatto regime di rotazione per innestare le marce, con qualche contraccolpo di troppo se l’accelerazione avviene premendo a fondo il pedale del gas.

La presenza di quattro ruote sterzanti, figlie del telaio 4Control Advanced, garantisce un’ottima stabilità e una buona agilità alla vettura, che reagisce bene anche su tracciati ricchi di curve. Insomma, un’auto che si guida bene e senza fatica, anche per merito dei numerosi assistenti alla guida proposti (32).
Nell’abitacolo dell’Espace, ottimamente rifinito con materiali di prima qualità, ritroviamo la stessa plancia presente sulla Megane E-Tech e sull’Austral, con la bella struttura a L rovesciata che ingloba il quadro strumenti da 12,3” e il sistema multimediale da 12 pollici, con Google integrato. Android Auto e Apple CarPlay sono proposti entrambi in modalità wireless.
In definitiva la nuova Espace, che pesa oltre 200 kg in meno del modello precedente, si presenta come un’auto moderna e particolarmente ben riuscita.
In Svizzera saranno disponibili tutti i tre allestimenti previsti: Techno, Esprit Alpine e Iconic, con prezzi da 44.300.- a 49.100.- franchi, ma il modello Techno sarà disponibile solo dall’autunno. Tra le opzioni previste, interessante perché regala molta luminosità a bordo, il tettuccio panoramico vetrato che raggiunge addirittura una superficie superiore al metro quadrato.

La scheda
Motore: a benzina, tre cilindri
+ due motori elettrici
Cilindrata: 1.199 cc
Potenza e coppia massima: 200 CV e 205 Nm
Accelerazione: da 0 a 100 km/h
in 8,8 sec.
Velocità massima: 175 km/h
Consumi: 4.6 litri/100 km
Emissioni Co2: 111 g/km
Categoria di efficienza energetica: B
Prezzo base del modello: 44.300.- franchi (versione Techno)
Mi piace
Si percepisce una grande
qualità dei materiali utilizzati per l’abitacolo, il motore è parco nei
consumi, ottima la dinamica di guida resa ancora più facile dalla presenza
delle quattro ruote sterzanti.
Non mi piace
Nel nostro test abbiamo notato un leggero fruscio a bordo che si manifesta
quando si superano i 110 km/h. L’opzione a 7 sedili può essere comoda per una
famiglia, ma l’accesso agli ultimi due posti è poco pratico già per degli
adolescenti.
