Fuori di Tesla: il nuovo Roadster ha preso il volo

Forse, come scrive il Blick, è stata la presentazione di un’automobile più spettacolare di sempre. Giovedì sera, alle 19.55 ora locale (le 2.55 di venerdì in Svizzera), Tesla ha svelato il nuovo Roadster sul terreno di prova di SpaceX a McGregor, in Texas. E l’auto, letteralmente, ha preso il volo.
Il looping e la discesa frenata
La scena è da film. Il Roadster sale lungo una rampa a forma di looping, percorrendo l’ultimo tratto a testa in giù. Quando la strada si interrompe a mezz’aria, l’auto precipita verso il suolo. Ma subito attorno alla carrozzeria si accendono diversi getti, che fanno ruotare il veicolo e ne frenano bruscamente la caduta. A pochi metri da terra il bolide resta sospeso per un istante, poi appoggia dolcemente le ruote sull’asfalto.
Nessuna calamita, per restare incollati alla rampa capovolti: il merito è di un sistema di aspirazione. Potenti ventole elettriche risucchiano l’aria da sotto il pianale, creando un effetto ventosa che tiene l’auto attaccata alla carreggiata.
Il pubblico in carne e ossa, ha spiegato Elon Musk, era necessario: senza spettatori, giornalisti e investitori presenti, si sarebbe subito parlato di immagini generate al computer o con l’intelligenza artificiale. «È il frutto di un lavoro incredibile degli ingegneri di Tesla e SpaceX, che hanno collaborato a stretto contatto per realizzare qualcosa che non avete mai visto in nessun film», ha detto il 55.enne, citato da USA Today.
Il salto sopra il Semi
Il «pacchetto SpaceX» non è un’idea nuova. Musk aveva presentato per la prima volta il nuovo Roadster nel novembre del 2017, promettendo la produzione per il 2020. Nell’estate del 2018 aveva poi annunciato sui social un’opzione in grado di far volare l’auto per brevi istanti, grazie a propulsori a gas freddo. Da allora, il debutto è stato rinviato più volte: la presentazione stessa era prevista per il 1. ottobre, ma è slittata di due settimane a causa del maltempo.
Che cosa sappia fare quel pacchetto, giovedì, lo ha mostrato una seconda acrobazia. Il Roadster punta dritto verso alcuni veicoli Tesla parcheggiati, tra cui un Cybertruck e il Semi, il camion elettrico alto quattro metri. A pochi metri dall’ostacolo i propulsori si accendono e l’auto si solleva, compie in aria un avvitamento di 360 gradi, sorvola i mezzi e atterra poco dopo.
Da 0 a 96 km/h in 0,81 secondi
I propulsori a gas freddo non bruciano carburante: espellono gas fortemente compresso, generando per pochi istanti una spinta enorme. E, come sui razzi di SpaceX, possono essere comandati in modo fulmineo, il che consente le rotazioni viste durante lo show.
Il nuovo Roadster ha mostrato i muscoli anche in accelerazione. Con gli ugelli orientati all’indietro, l’auto elettrica ha raggiunto le 60 miglia orarie, ossia 96,6 km/h, in appena 0,81 secondi. Il modello di serie, ha promesso Musk, sarà ancora più rapido. Girando gli ugelli in senso contrario, invece, il Roadster si ferma quasi all’istante.
Prezzi da capogiro
La seconda generazione del Roadster dovrebbe entrare in produzione nel 2028. Secondo la pagina delle prenotazioni di Tesla, ripresa da diversi media americani, le versioni saranno tre. La «Performance», omologata per la strada, richiede un acconto di 50.000 dollari. La «Thrust», dotata dei propulsori per l’accelerazione, ne richiede 250.000. La «Rocket», monoposto con il sistema di volo completo, sarà invece venduta solo su invito, non potrà circolare su strade pubbliche e potrebbe non essere disponibile in tutti i Paesi. Il prezzo finale non è ancora noto.
Per Musk, sempre più concentrato su guida autonoma e robot umanoidi, il Roadster è un oggetto quasi simbolico: lo ha definito «il migliore degli ultimi veicoli guidati da esseri umani», riferisce TechCrunch. Un’auto vetrina, insomma, più che un affare. Ma, almeno per una sera, ha fatto parlare tutto il mondo.
