Tecnologia

Il lavoro all’epoca dell’AI: «Il rischio non è perderlo, ma non capire come sta cambiando»

Nel libro Essere la risposta, Ale Agostini analizza la trasformazione delle professioni e della visibilità digitale, tra nuovi ruoli, processi da ripensare e competenze ancora da costruire - Gli stessi temi saranno al centro dei corsi del Corriere del Ticino in programma domani e il 12 giugno
Mattia Sacchi
23.04.2026 14:14

Non è più una questione da convegni o presentazioni: l’intelligenza artificiale ha iniziato a entrare nei processi quotidiani delle aziende, spesso però senza una reale comprensione di ciò che comporta. È da questo scarto tra entusiasmo e applicazione concreta che prende forma Essere la risposta. Oltre la SEO. Farsi scegliere nell’era della GEO, il nuovo libro di Ale Agostini, CEO di AvantGrade e figura di riferimento nel marketing digitale europeo.

Il volume nasce come tentativo di mettere ordine in una trasformazione che riguarda non solo la comunicazione, ma più in generale tutte le professioni legate alla produzione e gestione della conoscenza. «Siamo ancora in una fase adolescenziale, nel senso che c’è grande interesse, ma la maturità non si vede ancora - spiega Agostini al Corriere del Ticino -. Nel momento in cui inizi a usare l’intelligenza artificiale a spizzichi e bocconi, da una parte all’altra delle cose che fai in azienda, poi ti rendi conto che per avere davvero un impatto devi prendere i processi aziendali, inserirvi dentro questa nuova funzionalità, vedere se i processi funzionano così come sono e, eventualmente, anche cambiarli».

È qui che il discorso si sposta su un piano più operativo. L’AI non si limita ad accelerare attività già esistenti: cambia la sequenza stessa del lavoro. «Magari prima facevi una prima telefonata, poi la trascrizione, poi scrivevi, poi altro ancora. Con l’AI si spostano l’ordine delle attività. Se integrata nei processi, allora porta il suo valore. Non a caso i risultati più evidenti emergono nei contesti in cui i processi sono già strutturati e quindi più facilmente ripensabili«.

Da qui deriva una delle tesi centrali del libro: la vera linea di frattura non passa tra chi verrà sostituito e chi no, ma tra chi saprà adattarsi e chi continuerà a lavorare come prima. «Il rischio non è tanto «mi ruba il lavoro», ma è non capire lo strumento, non saperlo usare e quindi non beneficiarne. La tematica non è tanto se ti toglie il lavoro, ma come cambia il lavoro e come io mi relaziono in un ecosistema nuovo dove gli ingredienti per fare dei lavori intellettuali cambiano».

Il ragionamento si concentra in particolare sul marketing e sulla comunicazione, tra i primi ambiti a essere investiti in modo diretto. «Tutta la produzione di contenuti, immagini, video, viene toccata dall’intelligenza artificiale. Il libro tratta un verticale: una nuova professione che sta nascendo, cioè colui il quale ti rende visibile nelle risposte dell’intelligenza artificiale». È qui che entra in gioco la GEO, la Generative Engine Optimization: se la SEO era l’arte di farsi trovare nei risultati di ricerca, oggi la sfida è diventare la fonte che l’AI utilizza per costruire le proprie risposte.

«Essere la risposta vuol dire che in un mondo dove la gente ha poco tempo, è distratta e vuole sintesi, l’intelligenza artificiale ti dà una risposta rapida e sintetica. Se la tua azienda, il tuo brand o il tuo nome esce in queste risposte, tu diventi rilevante nel paniere di scelta della persona che sta facendo la domanda». Una dinamica che ridefinisce anche il ruolo dei siti web: «Negli ambiti in cui alle persone basta la risposta che gli viene data, il sito diventa rilevante in quanto ingrediente della risposta. Se non contribuisci tu, lo farà qualcun altro al posto tuo».

Il cambiamento, quindi, non elimina gli strumenti esistenti, ma ne modifica la funzione. E apre, allo stesso tempo, nuovi spazi professionali. «Dopo il digital marketing, il SEO specialist, l’analytics specialist, nasce una nuova professione: l’esperto GEO. Sono convinto che nasceranno tante nuove professioni anche ben pagate e questa diventerà molto centrale nell’ambito comunicazione».

Allo stesso tempo, Agostini esclude una lettura puramente sostitutiva. «Secondo me è una trasformazione, perché poi comunque è l’umano che fa il lavoro fatto bene, con la testa e con il cuore. Il valore aggiunto ce lo mette, ma sarà un valore aggiunto diverso da quello che era uno, tre o cinque anni fa. Si ridefinisce. Più che sparire, quindi, il lavoro cambia posizione lungo la catena del valore".

Una trasformazione che, nella sua lettura, premierà soprattutto chi saprà muoversi in modo rapido e concreto. «Chi si sta formando meglio alla nuova professione sono quelli che si sporcano le mani: si informano, fanno formazione, fanno corsi, provano, testano, riprovano. Quelli sono quelli che sopravviveranno meglio». Non a caso, questa dinamica emerge più facilmente in contesti meno rigidi. «Nelle grandi corporation spesso hai tutto bloccato e di fatto stai lavorando nel passato. Nelle aziende medio-piccole invece hai più possibilità di fare, disfare, provare e quindi evolvi più velocemente».

Il risultato è un riequilibrio inatteso: «Oggi un piccolo sveglio può fare come un team di tre o quattro persone, se usa bene questi strumenti». Ma proprio questa velocità espone anche a nuovi rischi. «C’è tanta gente che lavora da anni e non ha nessuna voglia di cambiare. Io queste persone le vedo male, perché a un certo punto saranno travolte. Fanno resistenza, ma è come fare resistenza a uno tsunami».

Gli stessi temi saranno al centro dei corsi organizzati dal Corriere del Ticino, che vedranno Agostini protagonista già da domani 24 aprile e poi il 12 giugno. Due appuntamenti distinti ma complementari: il primo dedicato al settore assicurativo, con un focus su marketing, vendite e nuovi comportamenti dei clienti nell’era dei «consulenti invisibili» come ChatGPT e Gemini; il secondo rivolto al turismo, dove l’AI sta già ridefinendo il modo in cui si scelgono destinazioni, strutture e itinerari.

In entrambi i casi, l’impostazione resta volutamente pratica: lavoro su prompt, utilizzo concreto degli strumenti, introduzione agli agenti AI e applicazione della GEO a casi reali. L’obiettivo non è spiegare cosa sta succedendo, ma mettere i partecipanti nelle condizioni di usarlo subito.

Le iscrizioni sono aperte sul sito eventi.cdt.ch

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