Perché affidarsi ai risultati dell’IA per le ricerche su Google è problematico

Arrivato in Svizzera nel marzo 2025, «AI Overview», il servizio di intelligenza artificiale di Google che dà risposte sintetiche direttamente nella pagina dei risultati di ricerca, è sempre più usato dagli utenti per avere risposte veloci dal motore di ricerca senza cliccare sui link dei risultati mostrati. Non mancano tuttavia le criticità, in quanto numerosi studi e ricerche hanno dimostrato che i riassunti dell’IA di Google non sono affidabili e sono stati evidenziati non pochi casi di «allucinazioni», ossia risposte del chatbot completamente prive di senso o imprecise.
La ricercatrice Corinna Hertweck di AlgorithmWatch, ONG che ha analizzato i risultati dell’AI Overview durante la campagna «No a una Svizzera da 10 milioni» lanciata dall’UDC, ha dichiarato in un’intervista a Swissinfo che le sintesi dell’IA sui motori di ricerca «stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nel plasmare l’opinione pubblica in una democrazia». Il modo di presentare le risposte di queste sintesi, ha argomentato Hertweck, «può sicuramente influenzare l'opinione pubblica».
Gli esami del sangue
A gennaio 2026 un’inchiesta del The Guardian ha rivelato che varie risposte dell’AI Overview di Google avevano messo a rischio la salute degli utenti. In uno di questi casi, le sintesi generate artificialmente avevano fornito informazioni errate su alcuni test fondamentali per valutare la funzionalità del fegato.
Digitando la richiesta «qual è l’intervallo di normalità per gli esami del sangue epatici» si otteneva una grande quantità di numeri, con scarso contesto e senza alcuna considerazione per nazionalità, sesso, origine o età dei pazienti. Questa problematica avrebbe potuto portare persone con gravi patologie epatiche a credere di essere in buona salute. Google aveva poi rimosso alcuni dei riepiloghi forniti da AI Overview dopo la pubblicazione dell’inchiesta.
Le teorie del complotto
Un'ulteriore problematica legata ai riassunti dell’IA di Google è che in alcuni casi questi hanno rilanciato note teorie del complotto infondate.
Una ricerca pubblicata a settembre 2026 sulla rivista Media International Australia ha dimostrato che AI Overview, in alcuni casi, aveva alimentato il complotto sulle «scie chimiche» e aveva diffuso notizie infondate contro le cosiddette «città da 15 minuti». Nel caso delle «scie chimiche» le panoramiche tendevano a smentire le false credenze, anche se spesso in modo del tutto superficiale. Più problematico, invece, è il caso delle «città da 15 minuti», dove nel 12,5 per cento dei casi analizzati le affermazioni false venivano presentate come parte di un dibattito legittimo, contribuendo potenzialmente a dare loro credibilità.
Il condizionamento delle risposte
A rendere il quadro più preoccupante da un punto di vista della veridicità delle informazioni riportate è il fatto che i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, tra cui AI Overview, possono essere facilmente manipolati per diffondere disinformazione. Lo ha dimostrato un’inchiesta della BBC pubblicata a maggio 2026.
Questi sistemi tendono spesso ad attingere informazioni da un singolo post o articolo di blog, e quindi è sufficiente pubblicare online un articolo ben strutturato per condizionare le risposte dell’algoritmo. Tommaso Germain, il giornalista che ha condotto l’inchiesta, in appena venti minuti è riuscito a far dichiarare all’IA di essere un campione mondiale di mangiatori di hot-dog.
