Donald Trump, il vichingo 2.0 che vuole annettersi la Groenlandia

Oggi vi racconto il libro di Elizabeth Buchanan, Obiettivo Groenlandia. Le lezioni della storia dai vichinghi a Trump, pubblicato da Garzanti.
Alla fine del 2025 gli Stati Uniti hanno aggiornato la propria strategia per la sicurezza nazionale confermando l'interesse nei confronti della Groenlandia. La nuova strategia ha inquadrato l'emisfero occidentale, in particolare la Groenlandia, come un'area d'influenza statunitense in base al cosiddetto «corollario Trump» alla dottrina Monroe. Corollario che sottolinea come il dominio statunitense nell'Artico sia garantito proprio dalla messa in sicurezza della Groenlandia, considerata la porta d'ingresso all'emisfero occidentale del Nordamerica. Il che inserisce la stessa Groenlandia, che piaccia o meno ai suoi abitanti, e non soltanto a loro, nella pianificazione strategica di Washington.
Partendo da questa premessa, Elizabeth Buchanan, esperta di geopolitica artica, già ricercatrice per gli affari marittimi presso il Defense College della NATO, spiega nel suo ultimo libro perché Donald Trump, sulla scia di alcuni suoi predecessori alla Casa Bianca, sia tornato a rivendicare il possesso e il controllo dell'isola artica.
Obiettivo Groenlandia, il libro di Elizabeth Buchanan, però, non è soltanto un'analisi geopolitica. È anche, così come sottolinea il sottotitolo, un testo di storia, seppure semplificata. La storia dell'isola più grande del mondo, un'aspra distesa artica che possiede (forse) immense ricchezze minerarie ed estrattive; che certamente è pervasa da una bellezza essenziale; e che sicuramente riveste un'enorme importanza strategica.

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