Filosofia dell'ombrello, da Dickens a Robinson Crusoe

Gli esseri umani creano, utilizzano, perfezionano e decorano ombrelli da millenni. E non deve stupire che qualcuno abbia scritto un «saggio ben illustrato e ampio sulla storia di un oggetto quotidiano» che, nel mondo di oggi, è tanto essenziale quanto facilmente dimenticabile. Dell'ombrello non si può fare a meno. Quando piove. Ma se il cielo è terso, o tira vento, l'ombrello non è soltanto inutile. È pure problematico. Diventa un impiccio, tanto che nulla si dimentica facilmente quanto un ombrello. Anche se può sembrare inverosimile, la bibliografia sull'ombrello è vastissima. Quando Robinson Crusoe naufraga su un'isola (apparentemente) deserta, comincia a creare alcuni manufatti di cui ha bisogno per sopravvivere, tra i quali un ombrello.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, vi racconto il libro di Marion Rankine, Non ti scordar di me. Storia vera e immaginaria dell'ombrello, pubblicato da Il Saggiatore.
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