La libertà eversiva degli Squallor, storia di una band entrata nel mito

Il 1973 è l'anno del colera a Napoli. Patty Patro canta Pazza idea, Bernardo Bertolucci ha appena rivoluzionato l'immaginario dell'eros con Ultimo tanto a Parigi. In un'Italia segnata dalle bombe delle stragi di matrice neofascista e dalle prime avvisaglie degli anni di piombo, irrompono gli Squallor. Il gruppo «più osceno, anarchico, dissacrante e scorretto della storia della musica italiana», ma anche «una delle espressioni più importanti e originali della satira sociale e politica» dell'Italia repubblicana. Una band capace, come nessun'altra prima, di farsi beffe di ogni genere di convenzione in un Paese fino a quel momento ostaggio di una cultura perbenista, quando non bitotta.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, vi racconto il libro di Alfonso Amendola e Carlo Pecoraro, Per sempre Squallor! Fenomenologia di una ghost band italiana, pubblicato da Arcana.

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