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Lugano-Roma, solo andata: da Vannacci a Milano-Cortina, come sta il centrodestra in Italia?

Marcello Pelizzari e Carlo Tecce si confrontano sull'apertura dei Giochi ma anche, se non soprattutto, sulla propaganda a scopo elettorale del governo Meloni
©ELISABETTA BARACCHI

Carlo, carissimo, che piacere risentirti, come stai?
«Ciao Marcello, buongiorno, piacere mio come sempre».

Allora, sai che noi guardiamo molto la televisione italiana e alla televisione italiana, ospite di Paolo Del Debbio, c'era Giorgia Meloni. Ha parlato del decreto sicurezza, è tornata sui fatti di Torino, insomma, è entrata nuovamente a gamba tesa sulla magistratura. Vuoi raccontarci un po' che cosa sta succedendo?
«Beh, sì, è un po' quello che ci siamo detti la scorsa volta e forse anche quella precedente, e cioè che il governo sfrutta le notizie di cronaca per dare dimostrazione di forza e anche di presenza ai cittadini, e soprattutto sfrutta queste circostanze che hanno un grosso impatto emotivo: vedere un poliziotto preso a martellate, comunque, fa un effetto fortissimo ed è, ovviamente, da tutti un gesto biasimabile, un gesto di pura delinquenza. Quindi che fa il governo? Prende spunto da un episodio del genere, grave, ma lo trascina in un campo diverso, in un campo politico, accusando gli altri partiti di opposizione di essere poco distanti o addirittura conniventi con questi atti di delinquenza. E questo è il primo passaggio. Poi c'è un secondo passaggio, che si è completato anche in televisione, nella trasmissione che citavi tu, un secondo passaggio che riguarda il referendum. Quando i teppisti, che addirittura vengono chiamati terroristi dal Giornale, vengono scarcerati perché i giudici applicano la legge, il governo, in questo caso la Presidenza del Consiglio, cita il caso per chiamare tutti a raccolta per il referendum del 22 e 23 marzo. Tutti a raccolta per avere, finalmente, una giustizia non più così fragile e lassiva. Ovviamente, l'insieme di questo discorso, che ovviamente non si regge da solo, è pura propaganda a scopo elettorale. Ma qual è l'altro segnale che si percepisce sotto traccia? È che il governo, e quindi anche la presidente Meloni, e tutti i partiti, quelli che ci tengono di più a questo referendum e a questa riforma della giustizia, cominciano ad aver paura, perché comincia a esserci la concreta possibilità di una forte rimonta del no. E perché? Perché l'astensione sarà ancora una volta alta, ma gli elettori più motivati ad andare a votare sono quelli del no. E quindi il governo sta cercando di motivare i suoi elettori, che se andassero, chiaramente voterebbero sì. Per motivarli diffonde queste corbellerie, chiamiamole così, queste ricostruzioni artefatte, con o meno l'intelligenza artificiale».

Ti tengo ancora su questo binario televisione-politica, perché Salvini invece è è tornato a Otto e Mezzo: al di là dei regali che ha fatto a Lilli Gruber in studio, ha parlato anche di Vannacci. Salvini mi è sembrato molto livoroso nei confronti di Vannacci, che è stato anche ospite, qui a Mendrisio, di una serata organizzata dall'UDC. E quindi, ti chiedo: l'uscita di Vannacci può scombussolare davvero il centrodestra, come sostiene qualcuno?
«Allora, è ancora presto per dirlo. Certamente, oggi si può dire già che Salvini ha fallito e quindi Vannacci è la manifestazione del suo fallimento, la prova indiscutibile del suo fallimento e anche la prova dei timori, che erano fondati, dei suoi oppositori interni. Per Salvini è una sconfitta totale, ma è anche un ammonimento fortissimo. Perché? Perché Salvini non ha più spazio, non riesce più a muoversi all'interno della coalizione. A destra, adesso alla sua destra, avrà Vannacci, spostato verso il centro avrà Forza Italia mentre attorno, come partito egemone, avrà la vecchia Democrazia Cristiana. Partito che io chiamo la balena bianca a strisce nere, cioè Fratelli d'Italia, il partito perno del centrodestra. Quindi Salvini non ha più idee, non ha più proposte, è consumato, è politicamente finito. Quella dell'anno prossimo, ormai nel 2027, sarà certamente la sua ultima campagna elettorale, la farà ancora lui. Certamente, la Lega non andrà bene e probabilmente andrà peggio della scorsa volta, anche perché non c'è un altro Vannacci nel cilindro. Salvini, per forza di cose, come è stato anche per Bossi prima, dovrà essere costretto a passare il testimone dopo, mi sembra, più di una dozzina d'anni da segretario del vecchio Carroccio».

Passiamo ai Giochi, apertisi ieri: queste Olimpiadi di Milano-Cortina possono fare del male a qualcuno politicamente, per come sono state organizzate, per gli sprechi, per l'eredità che lasceranno?
«Dipende dal punto di vista. Per esempio, c'è stata una polemica sulla funivia, a Cortina d'Ampezzo, che non sarà pronta addirittura per le Olimpiadi. Sarà pronta dopo. Comunque, per gli utenti di Cortina d'Ampezzo, utenti facoltosi, per la popolazione e per tutta la zona del Veneto e delle regioni limitrofe, sarà comunque un buon lascito. Gli altri, invece, che hanno visto la conferma dei timori, anche in questo caso, che l'Italia non sarebbe stata in grado di organizzare delle Olimpiadi perfette, soprattutto a impatto zero, resteranno di quella idea. Poi, dal punto di vista dell'efficacia dei messaggi politici, parliamo, e nessuno si offenda, di un evento minore. Le Olimpiadi invernali non sono minimamente paragonabili alle Olimpiadi estive, non soltanto per la quantità delle discipline, ma soprattutto per la quantità scarsa, in questo caso, di icone, di campioni, di simboli. Crea più entusiasmo, quasi, l'evento delle ATP Finals a Torino, che ha vinto anche quest'anno Sinner, piuttosto di una bellissima partita di hockey sul ghiaccio, uno sport poco seguito in Italia. Questi quindici giorni passeranno, speriamo con delle medaglie anche per gli italiani: tutti quanti aspettiamo Goggia o Brignone. Ci sarà certamente un'attenzione, ma un'attenzione che riguarda una fetta di popolazione molto più ridotta, mentre l'altra parte, cioè tutta la torta, aspetta magari il Festival di Sanremo, un evento veramente nazionale. I giornali, giustamente, in difficoltà, avendo bisogno di raggiungere masse critiche di pubblico, anche un pubblico giovane, punteranno tanto sulle Olimpiadi. Avremo perciò un palinsesto comunque concentrato sulle Olimpiadi. Ma non penso che le Olimpiadi segneranno chissà quale svolta politica in Italia».

Allora, ti dico solo tre cose. la prima, le discese, sia maschile sia femminile, verranno dominate dagli atleti svizzeri. Spiace per l'Italia che crede molto nella valanga azzurra...
«In quella maschile non sarei così convinto. Certo, Odermatt è favorito, però sia Franzoni sia Paris possono, come ho detto, ambire a una medaglia, quantomeno ambire. Anche tu puoi ambire alla direzione del Corriere Ticino. Sappiamo tutti che non è possibile, perché l'attuale direttore sarà ibernato per i prossimi decenni e sarà per sempre il direttore del Corriere del Ticino, però può essere una tua intima ambizione, con la quale puoi accompagnarti nelle serate sul divano guardando la TV italiana e del Debbio in particolare».

Soprattutto del Debbio. La seconda cosa: noi tifosi del Milan siamo molto arrabbiati perché Milan-Como è stata spostata proprio a causa delle Olimpiadi. La terza cosa: se vuoi, ti dico chi vincerà a Sanremo.
«Allora, prima ti dico: anch'io sono molto arrabbiato per San Siro e per le Olimpiadi a Milano in questi giorni, perché non potrò andare a vedere il mio Avellino a Monza, che gioca domenica alle 15, anche per questo motivo: per le Olimpiadi, per gli alberghi pieni, per i prezzi folli. E poi è stato anche molto triste assistere alla partita Inter-Torino in un Brianteo semideserto. Allo stadio di Monza, che hanno costruito sulla tangenziale, c'erano poco più di 10.000 persone, quando la stessa partita a San Siro avrebbe fatto almeno 50, 60.000 spettatori. Ma tra calendario e miopia, questo offre oggi il calcio italiano. Invece volevi dirmi chi vince a Sanremo? Vai, mi sembra un po' prematuro, ma vai, tu sei prematuro in tutto nella tua vita. Tuo padre potrà confermare, i tuoi genitori potranno testimoniare in merito. Dicci».

Levante...
«Come mai questa intuizione?».

Tu segnatelo, è un sentimento...
«Hai già scommesso?».

Ovvio, le quote erano buone.