Perché le radici giudaico-cristiane della cultura occidentale sono un’invenzione ideologica e politica

«Con il suo "-ismo" e il trattino, il giudeo-cristianesimo ha qualcosa di implacabile», ha osservato alcuni anni fa lo scrittore e saggista Youness Bousenna. È un termine usato come sinonimo di altre grandi parole, come "moralità" o "civiltà", e beneficia di una regolare promozione mediatica. È un'idea forte. Ribadita. Ripetuta. Entrata ormai a pieno titolo nel lessico della cultura e delle istituzioni occidentali (e non solo). E transitata «nel linguaggio quotidiano, dove si segnala da una quarantina d'anni per la sua onnipresenza». Un'espressione, spiega Sophie Bessis, storica franco-tunisina di religione ebraica, che ha acquisito un senso del tutto diverso, se ne vogliamo considerare l'uso politico».
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, vi racconto il libro di Sophie Bessis, La civiltà giudaico-cristiana è un'impostura?, pubblicato da Einaudi.
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