Quando il maxi-processo a Cosa Nostra sbarcò nelle aule del Tribunale di Lugano

Quaranta anni fa, il 10 febbraio 1986, si aprivano a Palermo le porte dell'aula bunker dell'Ucciardone. L'astronave verde – così era stata ribattezzata dai giornalisti presenti in massa – era stata costruita in una decina di mesi. Una sorta di miracolo, in un Paese sempre dominato dagli sprechi e dalle tangenti. Un miracolo però necessario. Per la prima volta, l'Italia portava alla sbarra la cupola mafiosa. Per la prima volta, la verità processuale su Costa Nostra sarebbe finalmente coincisa con la verità storica. Quel giorno, nelle gabbie dell'aula bunker entrarono, da imputati, centinaia di «uomini d'onore». Di fronte a loro, a giudicarli, c'era la Corte d'Assise presieduta da Alfonso Giordano, l'unico tra i magistrati titolati a ricoprire quel ruolo che non si rifugiò dietro un certificato medico per sfuggire al proprio dovere. Iniziava il maxi-processo.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, vi racconto il libro di Pietro Grasso, 'U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra, pubblicato da Feltrinelli.
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