Se la sfortuna fa 13, eppure qualcuno non ci crede

I numeri sono segni. Ma i numeri sono anche simboli. Ai quali, nei secoli, l'umanità ha assegnato significati di vario genere. Il 3, ad esempio, è considerato il numero perfetto, poiché sintesi tra la tesi, l'1, e l'antitesi, il 2. Da qualche anno la casa editrice bolognese Il Mulino pubblica agili biografie di numeri. Uno degli ultimi volumi della serie, uscito lo scorso anno, è dedicato al 13 ed è stato scritto da Vittorio Marchis, già professore del Politecnico di Torino e studioso di storia sociale e antropologia delle tecniche. Esoterico, misterioso, enigmatico, il 13 è sacro per molte culture e religioni. Il 13 è anche, però, visto spesso come segnale di malaugurio, tant'è che negli alberghi mancano le camere con questo numero, e così pure le poltrone, sia nei teatri sia sugli aerei. Per altri, però, il 13 è un numero fortunato.
In questa puntata di CentoParole, il podcast letterario del Corriere del Ticino, vi racconto il libro di Vittorio Marchis, Tredici. Un numero fatale, pubblicato da Il Mulino.
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