Pensioni

13. AVS, ultima chiamata per le Camere federali

Domani approda al Nazionale la questione del finanziamento della nuova mensilità - La commissione propone di aumentare l'IVA di 0,5 punti fino al 2033 - Gli Stati, invece, vogliono ritoccare sia l'imposta sui consumi sia i prelievi salariali - Le Camere avranno tempo fino al 17 giugno per accordarsi
Giovanni Galli
02.06.2026 06:00

La 13. AVS sarà versata per la prima volta alla fine di quest’anno. Ne beneficeranno 2,63 milioni di pensionati. Il costo iniziale è di 4,2 miliardi di franchi all’anno, destinati a lievitare, nel 2035, a 5 miliardi. Tuttavia, a più di due anni dal voto popolare, non si sa ancora come la nuova prestazione sarà finanziata. Le Camere hanno messo a punto due soluzioni diverse e non sono ancora riuscite a trovare un’intesa. Il Nazionale ne discuterà domani, dopodiché, in caso di disaccordo con gli Stati, si tenterà di appianare le divergenze nella conferenza di conciliazione. Non è detto che si arrivi per forza a una soluzione. Il pacchetto potrebbe cadere.

Il Consiglio nazionale, lo scorso settembre, aveva deciso che la tredicesima AVS andava finanziata esclusivamente tramite un aumento (temporaneo) dell’IVA di 0,7 punti percentuali, limitato al 2030. Questo implica che anche i pensionati devono contribuire al finanziamento del primo pilastro. Gli Stati, invece, in marzo hanno deciso, grazie a una maggioranza composta da «senatori» del Centro e della sinistra, una soluzione più a lungo termine e mista, basata su un aumento sia dell’IVA (+0,4 punti) sia dei contributi salariali (+0,3 punti). In questo caso verrebbero chiamati alla cassa anche dipendenti e datori di lavoro. Inoltre, il Consiglio degli Stati ha stabilito che se il Fondo AVS dovesse scendere stabilmente sotto la soglia critica del 100% delle uscite per le rendite, il Governo dovrebbe tempestivamente sottoporre al Parlamento misure volte a stabilizzare il livello del fondo. Se quest’ultimo dovesse poi scendere sotto l’80%, il Consiglio federale attuerebbe automaticamente un ulteriore aumento dei contributi salariali, fino a 0,3 punti percentuali.

L’ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è quella della Commissione della sicurezza sociale del Nazionale. Lo scorso 17 aprile, ha detto di non voler cambiare idea, confermando la scelta di aumentare solo l’IVA, senza toccare i prelievi salariali. Ora, la proposta sul tavolo (presa a stretta maggioranza) è di aumentare temporaneamente l’IVA di 0,5 punti percentuali (anziché 0,7) sino alla fine del 2033 e di destinare all’AVS le entrate fiscali supplementari di Cantoni e Comuni generate dall’introduzione della 13. AVS. Stati e Nazionale dovranno appianare le divergenze entro il 17 giugno. Se troveranno una via comune, seguiranno le votazioni finali (20 giugno) e il voto popolare, perché con un aumento dell’IVA l’appuntamento alle urne è obbligatorio. La consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha già detto che se il Parlamento si limiterà a una soluzione temporanea, il Consiglio federale  chiederà un incremento permanente dell’IVA di 0,7 punti nella prossima riforma, prevista dal 2030.