Berna

13esima AVS, il finanziamento solo con l'IVA

Nel dettaglio, la proposta della Conferenza di conciliazione prevedeva un incremento di 0,2 punti percentuali dei contributi salariali
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Ats
17.06.2026 12:12

Prosegue il braccio di ferro tra Consiglio nazionale e degli Stati in merito alle misure per coprire i costi della tredicesima AVS. Esprimendosi sulle proposte della Conferenza di conciliazione, oggi la Camera del popolo ha nuovamente respinto il finanziamento tramite i contributi salariali, ma ha approvato l'innalzamento dell'IVA. Nel dettaglio, la proposta della Conferenza di conciliazione prevedeva un incremento di 0,2 punti percentuali dei contributi salariali. In seguito al «no» odierno del Nazionale, questa fonte di finanziamento viene definitivamente accantonata. La conciliazione ha anche proposto un aumento di 0,4 punti percentuali dell'aliquota ordinaria dell'IVA (illimitato nel tempo), che salirà quindi all'8,5%. Resterà invece invariata l'aliquota ridotta applicata ai beni e ai servizi di prima necessità, come i prodotti alimentari. «La soluzione uscita dalla conciliazione ci viene presentata come equilibrata, ma in realtà rappresenta una doppia stangata: sui consumi e sul lavoro, sulla classe media e sulle PMI», ha affermato Cyril Aellen (PLR/GE). Il deputato ginevrino ha precisato di non mettere in discussione né la 13esima rendita né la volontà popolare, ma ha criticato l'idea che ogni nuova prestazione sociale debba essere finanziata automaticamente con maggiori imposte, tasse o contributi.

Sfide strutturali dell'AVS

Secondo Aellen, una politica responsabile dovrebbe affrontare le sfide strutturali dell'AVS, dall'aumento della speranza di vita alla sostenibilità finanziaria del sistema, senza fare affidamento esclusivamente su nuove entrate. In quest'ottica, il PLR, sostenuto dall'UDC, continua a ritenere che la questione debba essere affrontata nell'ambito della futura riforma AVS 2030. Determinante si è rivelata la posizione del PVL, vero ago della bilancia. I Verdi liberali hanno respinto l'aumento dei contributi salariali ma, diversamente da quanto fatto in precedenza, hanno sostenuto l'incremento dell'IVA. «Aumentare le deduzioni salariali invia un segnale sbagliato ai giovani e a chi lavora in questo Paese», ha dichiarato Patrick Hässig (PVL/ZH). «Non vogliamo un'ulteriore ridistribuzione dai giovani agli anziani, perché comprometterebbe l'equità intergenerazionale». Allo stesso tempo, ha aggiunto, è necessario prendere sul serio la situazione finanziaria dell'AVS e, in questo contesto, l'aumento dell'IVA rappresenta il male minore. Poiché tale misura non copre integralmente i costi della 13esima rendita, resterà comunque una forte pressione per una riforma strutturale del sistema.

La posizione di PS e Centro

Sinistra e Centro hanno invece difeso il finanziamento misto, basato sia sull'IVA sia sui contributi salariali. «È nostro dovere costituzionale garantire un finanziamento duraturo di questa nuova prestazione», ha sottolineato Valérie Piller Carrard (PS/FR), alludendo al fatto che il Nazionale aveva inizialmente accettato soltanto un aumento temporaneo dell'IVA (fino al 2033), in attesa della riforma AVS 2030. «Qual è l'alternativa? L'aumento dell'età pensionabile evocato da PLR e PVL? Aprite gli occhi: il popolo l'ha respinto con il 75% dei voti appena due anni fa», ha dichiarato Piller Carrard. «La vostra soluzione - ha proseguito - è in un vicolo cieco democratico». Per rispetto della popolazione che ha sostenuto la 13esima rendita, «non possiamo far fallire questo progetto per dogmatismo», ha aggiunto la socialista friburghese. Anche il Centro ha ribadito la necessità di garantire un finanziamento stabile e duraturo della 13esima rendita. «Chi introduce una nuova prestazione deve anche essere disposto a discuterne il finanziamento, altrimenti si rinvia il conto al futuro e si scarica la responsabilità sulle prossime generazioni», ha affermato Thomas Rechsteiner (Centro/AI).

«Necessarie misure ben più incisive»

Dal canto suo, la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider ha avvertito che, senza un finanziamento immediato della 13esima rendita, in futuro saranno necessarie misure ben più incisive per ristabilire l'equilibrio finanziario dell'AVS. In tal caso, nell'ambito della riforma AVS 2030, il Consiglio federale dovrebbe prevedere un aumento dell'IVA di 0,9 punti percentuali oppure un aumento dell'IVA di 0,7 punti accompagnato da un incremento dei contributi salariali di 0,2 punti. L'aumento dell'IVA deciso oggi dovrà ora superare l'ultimo ostacolo delle votazioni finali, in programma dopodomani. Se il sostegno del Nazionale appare possibile, l'esito al Consiglio degli Stati resta tutt'altro che scontato. I «senatori», che finora hanno sempre difeso una soluzione mista basata sia sull'IVA sia sui contributi salariali, accetteranno di approvare un compromesso ridotto? La risposta arriverà venerdì.