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30.enne ucraino arrestato in Svizzera e condannato in Germania per spionaggio

La Corte d'appello di Stoccarda gli ha inflitto una pena di un anno e tre mesi, mentre ha assolto altri due imputati ucraini
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Ats
18.08.2026 16:01

Un giovane ucraino arrestato in Svizzera ed estradato in Germania è stato condannato oggi per attività di spionaggio. Secondo l'accusa avrebbe preparato attentati incendiari per conto della Russia. La Corte d'appello di Stoccarda gli ha inflitto una pena di un anno e tre mesi, mentre ha assolto altri due imputati ucraini.

Gli arresti

I tre uomini erano stati arrestati a Costanza, a Colonia e nel Canton Turgovia. Secondo le indagini della procura federale tedesca sarebbero stati coinvolti in un piano di sabotaggio che prendeva di mira le vie di trasporto di un corriere espresso.

Il condannato era stato arrestato in Turgovia nella primavera del 2025 e consegnato alla Germania in dicembre, dopo che il Tribunale federale aveva respinto il suo ricorso contro la propria estradizione.

Pacchi bomba

Secondo la procura di Stoccarda, i tre ucraini - di 22, 25 e 30 anni - avevano tentato di spedire pacchi bomba in Ucraina, che avrebbero dovuto esplodere in Germania o nel paese di destinazione, dopo aver spiato un servizio di spedizione pacchi ucraino.

L'inchiesta non è tuttavia riuscita a dimostrare che fossero pronti a compiere tali atti di sabotaggio con esplosivi, né tanto meno che fossero a conoscenza di un piano in tal senso, ha affermato il tribunale regionale (Oberlandesgericht) di Stoccarda in un comunicato. La corte non ha seguito la richiesta della procura, che chiedeva da due a quattro anni di reclusione per i tre imputati. Il condannato, il 30enne, è inoltre già libero poiché ha scontato integralmente la pena durante la detenzione preventiva e durante la sua estradizione dalla Svizzera, si legge nel comunicato.

Gli invii

È vero che i giovani hanno effettivamente partecipato, nel marzo 2025, all'invio - organizzato da un «ente statale russo» - di due pacchi contenenti un localizzatore GPS e ricambi automobilistici, tramite un servizio postale ucraino, viene affermato. Ciò ha permesso a Mosca di «valutare eventuali possibilità di azioni di sabotaggio» rivolte al trasporto merci e alle infrastrutture in Ucraina e in Germania.

Ma «non è stato possibile stabilire che gli imputati si fossero accordati per commettere un grave incendio doloso», sottolinea la corte. Né l'esame dei messaggi scambiati tra loro e con terzi, né le perquisizioni nelle loro abitazioni, né l'audizione di testimoni e familiari hanno permesso di confermare le accuse.

Il condannato

Il trentenne condannato aveva invece «una conoscenza più approfondita dei fatti» ed era stato maggiormente coinvolto nella vicenda. Su ordine di un amico di Mariupol, città ucraina occupata sin dai primi mesi dell'invasione russa, aveva preparato l'invio dei localizzatori GPS in Ucraina. È anche stato lui a coinvolgere gli altri due imputati nel complotto.

Per giustificare la breve durata della pena, la corte ha tenuto conto della sua assenza di precedenti penali, delle sue confessioni parziali e del fatto che l'operazione fosse ancora «molto lontana da eventuali attività di sabotaggio».

Dall'inizio della guerra in Ucraina la Germania è in allerta di fronte alla recrudescenza di operazioni di spionaggio, sabotaggio e destabilizzazione sul proprio territorio, la maggior parte delle quali attribuite alla Russia.