A dettare i tempi verso le presidenziali sarà proprio Le Pen

Alla fine sarà proprio Marine Le Pen, quindi, a portare i colori del Rassemblement National alle presidenziali francesi del 2027. La decisione, annunciata ieri sera ai microfoni di TF1, chiarisce lo scenario elettorale nel quale entrerà la Francia nei prossimi mesi. Difficile fare previsioni a poco meno di un anno dal voto, soprattutto a causa delle tante alleanze e accordi che potrebbero emergere nei prossimi mesi. L’unica certezza è che Le Pen sarà la candidata da battere. Secondo l’ultimo sondaggio Ifop-fiducial pubblicato a fine giugno per Le Figaro e Lci, la leader del Rassemblement National è data in testa con il 32% al primo turno del 18 aprile, al quale seguirà il ballottaggio del 2 maggio.
Oltre Macron
Adesso che si potrà finalmente lanciare ufficialmente nella campagna elettorale, Marine Le Pen continuerà a insistere sul suo programma, fortemente orientato sul sociale. Ma l’esponente dell’estrema destra non dovrà vedersela con Emmanuel Macron, il suo storico rivale, il quale al termine di due mandati consecutivi non potrà ripresentarsi alle elezioni. Nel campo presidenziale, ci sono due ex premier già candidati. Il primo è Edouard Philippe (19-21 %) , attuale sindaco di Le Havre - oltre che fondatore e leader di Horizons -, che proprio questa domenica ha tenuto un primo meeting elettorale a Parigi. Poi c’è Gabriel Attal (Renaissance), anche lui già sceso in campo (15%). Questa doppia candidatura rischia di portare a una dispersione di voti degli elettori centristi, ma al momento nessuno dei due sembra essere intenzionato a ritirarsi dalla corsa per l’Eliseo.
Quante candidature a sinistra
Discorso complesso anche a sinistra, dove fioccano le candidature, a dimostrazione di un campo sempre più frammentato e irriconciliabile. Nella parte più estrema ci sarà ancora Jean-Luc Mélenchon, leader de La France Insoumise, che farà il cavaliere solitario della gauche alle prossime elezioni (12-15%). Dopo i tentativi di alleanze degli anni scorsi, tutti falliti, è impensabile per gli altri partiti di sinistra provare a ricucire i tanti strappi che si sono consumati con l’ennesima coalizione. Così, si avanza in ordine disperso con una miriade di pretendenti già in corsa, o sul punto di farlo: la leader dei Verdi, Marine Tondelier, l’ex presidente socialista François Hollande (9 %), il segretario del Partito comunista, Fabien Roussel (2,5-3 %). Nella lunga lista di nomi, l’unico che sembra in grado di minacciare la concorrenza è allora Raphaël Glucksmann (8-11%) - leader del movimento Place Publique -, che però non ha ancora sciolto le sue riserve. Tornando a destra, il presidente dei Repubblicani, l’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau (9-11%), in questi ultimi tempi si è fatto notare per le sue proposte molto simili a quelle del Rassemblement National. Una partita, insomma, che resta aperta, anche se a dettare i tempi, visto la sua posizione nei sondaggi - mai stata così forte -, sarà proprio Marine Le Pen.