Il caso

A Glarona arrivano le domeniche senza auto: e nel resto della Svizzera?

Il PS propone al Consiglio federale di sostenere i Cantoni nell'introduzione di «giornate senza auto», soprattutto oggi, dove la crisi climatica e l'attuale conflitto in Medio Oriente hanno un peso non indifferente
© KEYSTONE/Gian Ehrenzeller
Red. Online
10.04.2026 09:00

Giornate dove le auto non possono circolare, dove alcune strade vengono chiuse al traffico automobilistico. L'idea non è nuova, ma in questi tempi è tornata, più che mai, sotto i riflettori, complice la guerra in Medio Oriente. Ma andiamo con ordine: a partire da quest'anno, l'area ricreativa del lago di Klöntal, a Glarona, sarà chiusa ai veicoli per tre domeniche. Con questa soluzione si spera di ridurre il traffico che, soprattutto nelle giornate di sole estive, paralizza completamente il lago, considerato uno degli specchi d'acqua di montagna più belli della Svizzera. 

Il sovraffollamento nell'area, tuttavia, è giunto a un limite. Ormai da tempo. Lo scorso anno, dunque, gli elettori che, nella tradizionale Landsgemeinde, erano stati chiamati a esprimersi, fra le cose, sull'introduzione di tre domeniche all’anno senza auto, al lago di Klöntal, a partire dal 2026. Una proposta che era stata approvata e che oggi, a causa della situazione attuale, potrebbe essere presa come spunto anche altrove. Nel pieno della crisi petrolifera causata dalla guerra in Medio Oriente, con i prezzi della benzina ormai alle stelle, l'idea di ridurre il traffico delle auto potrebbe prendere piede, più facilmente, anche in altre località. Al punto tale che, come scrive la rivista Streetlife, lq consigliera nazionale Martine Docourt (PS), ora, chiede al Consiglio federale di creare una base giuridica per sostenere i Cantoni nell'introduzione di «giornate senza auto». Docourt vede come ostacolo l'attuale giurisprudenza del Tribunale federale, che considera «inammissibile un divieto generale di circolazione per l'intero territorio cantonale». «Inoltre, alcune infrastrutture di competenza della Confederazione (come strade nazionali e assi di traffico principali) non possono attualmente essere incluse nella misura», si legge ancora nella mozione. 

Non solo. Docourt, non a caso, si appoggia all'attuale situazione geopolitica per motivare la sua proposta. La crisi climatica e, in particolare, il conflitto in Medio Oriente evidenziano infatti «quanto sia importante ridurre la dipendenza dai combustibili fossili». Non a caso, come ricorda il Blick, in Svizzera già nel 1973 vennero introdotte le «giornate senza auto», in risposta alla crisi petrolifera e alla scarsità di benzina causate dalla guerra dello Yom Kippur tra Israele e gli Stati arabi. In quell'occasione, la prima giornata senza auto fu quella del 25 novembre: una giornata che riscosse un enorme successo, tanto da trasformarsi in una sorta di festa popolare. 

Come detto, dunque, l'idea di limitare le auto in alcune giornate e in alcune zone della Svizzera non è nuova. Anzi. Nel 2003, la popolazione si era persino espressa alle urne sull'iniziativa popolare «per una domenica senza auto a stagione – un esperimento di quattro anni». Un'iniziativa che, tuttavia, fu ampiamente respinta. In quegli anni, però, le motivazioni dietro alla proposta non erano legate alla tutela dell'ambiente, ma alla qualità di vita. Più in generale, insomma, al bisogno di godersi «una domenica tranquilla». Oggi, invece, almeno nel comune di Glarona, le ragioni sono molto diverse: l'obiettivo, insomma, è diventato quello di contrastare l'afflusso eccessivo di turisti. E l'attuale situazione geopolitica potrebbe contribuire, ulteriormente, alla decisione.