Italia

«A Milano violenze inaccettabili, serve un'analisi approfondita»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il weekend di scontri: «Queste violenze sono commesse da soggetti inediti, condizione quest'ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili»
© Andrea Carrubba
Ansa
19.10.2026 22:17

 «Ogni violenza è inaccettabile» è la premessa. Ma allo stesso tempo «occorre un'analisi intelligente e approfondita», «un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze» che arrivano da «soggetti inediti, condizione quest'ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili». Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella dopo il weekend di scontri che ha infiammato Milano suonano come una condanna ai violenti ma anche come un sorta di avviso al governo, che ha annunciato la nuova stretta contro i violenti e che domani sarà, salvo cambiamenti dell'ultim'ora, sul tavolo del Consiglio dei ministri. Insomma riflettere bene sulla novità degli scontri e soprattutto sui saccheggi di negozi da parte di minorenni non politicizzati. Naturale quindi che siano partite interlocuzioni tra Chigi e Colle per un decreto sul quale il governo sente l'urgenza ma potrebbe impattare su rilievi di costituzionalità che potrebbero finire sulla scrivania di Mattarella. Tant'è che potrebbero essere necessarie due riunioni del preconsiglio per affinare il provvedimento che arriverà in serata sul tavolo del cdm.

Dopo i saccheggi a Milano e i disordini di piazza in varie città, gli uffici legislativi stanno limando in queste ore il testo di un decreto legge che dovrebbe dunque arrivare nel pomeriggio sul tavolo dei ministri. «Lo Stato darà una risposta ferma» è la linea che sarebbe emersa dal vertice sull'ordine pubblico presieduto dalla premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato i ministri, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i vertici delle forze di polizia e dell'intelligence. Una riunione in cui si è svolta un'analisi dei disordini di piazza avvenuti in diverse città: un fenomeno che si presenterebbe «complesso», con aspetti di novità rispetto al passato e con una «varietà di causali» ancora da decifrare.

In queste ore si stanno studiando le soluzioni tecniche migliori e nel provvedimento potrebbero confluire alcune misure già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri a luglio e ora all'esame del Senato. Tra queste, l'estensione del fermo preventivo ai minorenni e con una durata oltre le 12 ore, l'arresto in flagranza differita per chi si rende responsabile di danneggiamenti di gruppo e il divieto di aggregazione per persone ritenute pericolose per l'ordine pubblico. Accanto a questo si punterebbe a un potenziamento dell'operazione Strade sicure. In particolare per Milano l'esecutivo si appresterebbe a rafforzare lo schieramento con altri 500 militari. E in serata su X il ministro della Difesa Guido Crosetto chiarisce cosa dovranno fare i militari: «Abbiamo necessità che domani il Cdm approvi delle norme che consentano loro di poter agire come le forze di polizia, solo nel tempo necessario per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza (cioè 3 mesi), di fronte a fenomeni come quelli cui abbiamo assistito».

«Dalle parole ai fatti!» esulta il vicepremier Matteo Salvini che parla di «vittoria della Lega» come anche i due sottosegretari leghisti Nicola Molteni (all'Interno) e Andrea Ostellari (alla Giustizia) che annunciano alcuni contenuti del decreto: «l'estensione del fermo preventivo fino a 24 ore», «il rafforzamento delle misure di prevenzione, a partire dall'avviso orale di competenza del questore» ma anche «l'introduzione del reato di danneggiamento aggravato» e «l'arresto obbligatorio per i reati di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di arresto differito entro 48 ore». Queste ultime in realtà sono già previste e bisognerà, dunque, capire come potrebbero essere modificate nel provvedimento. Di sicuro il testo è ancora nelle mani degli uffici legislativi. I tecnici stanno approfondendo i vari aspetti di un provvedimento che - secondo più fonti - al di là degli annunci, non sarebbe ancora definito.