A scuola nei prefabbricati: «Ma non chiamateli container»

Manca ormai sempre meno a lunedì 31 agosto, quando la mattina suonerà la tradizionale campanella. Gli alunni del Cantone torneranno a sedersi dietro ai banchi di scuola. A Novazzano sarà un ritorno, per certi versi, speciale: gli allievi delle elementari, dopo un anno di «esilio», frequenteranno nuovamente la vecchia sede. Vecchia, ma rinnovata. Sono infatti finiti i lavori di rinnovamento dell’edificio realizzato nel 1972 nonché di risanamento energetico comprensivo della realizzazione di una nuova centrale termica. Abbiamo detto, con simpatia, della fine dell’esilio. Per un anno, infatti, piccoli scolari e docenti si sono trasferiti a una ventina di metri di distanza, sul piazzale dove è stata montata una scuola provvisoria. Ma, è bene dirlo, non si è trattato di andare a lezione in semplici container. Anzi. Sessantadue elementi prefabbricati, completamente attrezzati, hanno permesso di creare 10 aule di circa 70 metri quadrati con 3 gruppi di servizi igienici. Dieci aule sviluppate su due piani con una rampa per disabili che ha permesso l’accesso alle prime due aule del complesso. «In generale la sistemazione provvisoria è stata apprezzata sia dai bambini, che invero si adattano facilmente, sia dai genitori e dai docenti che hanno frequentato l’edificio» spiega il capodicastero Educazione Pierre Sandrinelli. «Le aule erano climatizzate, spaziose e funzionali», continua il Municipale. L’aspetto più delicato – ammette il nostro interlocutore – ha riguardato gli spazi condivisi quali ad esempio i cortili interni e i corridoi: «Rispetto allo storico edificio erano più stretti. Hanno richiesto maggiore attenzione nelle giornate di brutto tempo e durante le pause e le ricreazioni».
Ponderate diverse possibilità
Municipio e Dicastero – grazie anche al supporto dello Studio Marazzi – non hanno lasciato nulla al caso. «Abbiamo ponderato diverse possibilità – evidenzia Sandrinelli –. Abbiamo anche considerato il trasferimento temporaneo in altri Comuni o al Centro professionale del Verde di Mezzana ma non v’era la giusta disponibilità di spazi». Si è anche valutato di allestire un cantiere a tappe: una soluzione accantonata perché più dispendiosa dal profilo finanziario e determinati lavori sarebbero stati eseguiti in concomitanza con le lezioni, causando disagi alla popolazione scolastica.
Ecco, allora, l’idea dei prefabbricati. Com’è stata accolta da allievi, genitori e docenti? «I cambiamenti, all’inizio, quasi sempre generano reazioni positive o negative – commenta il municipale –. Non tutti hanno appreso questa notizia con piacere. Va altresì detto che l’edificio scolastico ha la sua età e i lavori di risanamento e ammodernamento erano assolutamente necessari».
Tornando alla sede provvisoria e alle reazioni: «Quando tutti si sono resi conto della qualità della soluzione proposta dal Municipio e avallata dal Consiglio comunale, i potenziali dubbi sono passati in fretta. Lamentele non ne sono pervenute».
L’anno è quindi passato in fretta e senza particolari difficoltà e fra poche settimane i bambini torneranno ai loro storici banchi.
