A2-A13 e PoLuMe, «Va riconosciuto il differente grado di consenso politico»

Per la prima volta da quando è alla guida del Dipartimento del territorio, Piero Marchesi prende posizione sul futuro dei due grandi progetti viari ticinesi: il collegamento A2-A13 e il potenziamento dell’autostrada tra Lugano e Mendrisio (PoLuMe). Con il rischio che le tempistiche previste dalla Confederazione alimentino uno scontro sulle priorità, il nuovo direttore del DT punta a scongiurare una contrapposizione tra le regioni del Cantone, cercando di portare avanti entrambe le opere. Tra il sostegno politico all’A2-A13, le criticità sollevate dai Comuni sul PoLuMe e l’ipotesi di un anticipo cantonale dei costi, Marchesi illustra la sua strategia e le prossime mosse nei confronti di Berna, a partire dall’incontro con il consigliere federale Albert Rösti.
Consigliere di Stato, quanto è concreta la possibilità che il Ticino debba scegliere tra il progetto PoLuMe e il collegamento A2-A13?
«Il Consiglio federale prevede le due opere ma con tempistiche distinte, ciò potrebbe aprire ad un conflitto politico sulle priorità. È uno scenario che non possiamo escludere, ma che dobbiamo scongiurare. Il Ticino ha esigenze infrastrutturali importanti, accumulate nel corso di decenni e non possiamo accettare passivamente che due regioni del nostro Cantone vengano messe in contrapposizione. Il nostro obiettivo rimane quello di ottenere entrambe le opere in tempi ragionevoli. Per riuscirci dobbiamo però essere pragmatici, presentarci a Berna con le idee in chiaro e con richieste condivise».
Qualora fosse necessario stabilire una priorità, quale dei due riterrebbe più urgente?
«Entrambi i progetti sono indispensabili, ma sul piano politico vi è una differenza significativa. Il collegamento A2-A13, atteso da decenni, gode di un ampio sostegno da parte dei Comuni interessati, quantomeno sull’obiettivo di collegare il Locarnese alla rete autostradale. Il PoLuMe, invece, incontra resistenze proprio da parte dei Comuni che dovrebbero beneficiarne. Sono critiche legittime, che dobbiamo ascoltare. Non possiamo però rischiare di perdere un investimento strategico della Confederazione per la mancanza di dialogo. Per questo intendo farmi promotore personalmente di un tavolo politico tra USTRA, Comuni e Cantone, per affrontare le criticità e individuare soluzioni condivise. La recente decisione del Gran Consiglio a sostegno dell’A2-A13 rappresenta inoltre un’indicazione politica molto chiara, che il Governo deve prendere seriamente in considerazione. Il mio obiettivo è portare avanti entrambe le opere, riconoscendo il diverso grado di consenso politico e territoriale. Per l’A2-A13 occorre valorizzare il sostegno esistente e verificare come accelerarne la realizzazione, per il PoLuMe è prioritario un dialogo costruttivo con i Comuni. Voglio che il Dipartimento assuma un ruolo attivo, con pragmatismo, determinazione e risultati concreti».
È pronto a invertire le priorità qualora a livello cantonale emergesse un chiaro segnale politico a favore dell’A2-A13?
«La posizione del Consiglio di Stato rimane il punto di riferimento: il Ticino ha bisogno di entrambe le infrastrutture e continueremo a difenderle con vigore. Questo non significa tuttavia che non si debba essere pronti ad adeguare la strategia in funzione dell’evoluzione della situazione. Il Gran Consiglio, proprio lo scorso 6 ottobre, ha espresso un’indicazione politica molto chiara, approvando una risoluzione a sostegno del collegamento A2-A13. È un segnale forte, trasversale, che il Governo deve tenere in massima considerazione. Da parte mia intendo affrontare questi dossier con concretezza. Ho già avviato gli approfondimenti con i responsabili del Dipartimento per valutare le possibilità concrete di accelerare i progetti e individuare le prossime tappe, a giorni è previsto un primo incontro a Berna con la Direzione del DATEC per iniziare ad approfondire il tema».
Per quanto riguarda il PoLuMe, diversi rappresentanti del territorio chiedono di ripensare il tracciato, approfondendo la variante in galleria a Melano e le coperture autostradali. Intende ascoltare queste richieste?
«È proprio questo uno degli aspetti sui quali intendo mettere l’accento alla guida del DT: rafforzare il dialogo con i Comuni, ascoltare le esigenze della popolazione e ricercare soluzioni, laddove possibile. Le preoccupazioni espresse dai Comuni meritano attenzione. Ritengo tuttavia fondamentale che il confronto avvenga in uno spirito costruttivo, con la consapevolezza che tutte le parti dovranno dimostrare disponibilità al compromesso, in modo tale da non compromettere un investimento federale di grande importanza per il nostro Cantone».
L’ipotesi che sia il Ticino ad anticipare i costi della realizzazione A2-A13 per evitare che slitti al 2055 è sostenibile con le dovute garanzie finanziarie della Confederazione?
«È un’ipotesi che siamo disposti a valutare, approfondendone gli aspetti giuridici, finanziari e le eventuali garanzie da parte della Confederazione. È però prematuro esprimersi sulla sua concreta fattibilità. Quello che posso assicurare è che intendo affrontare questo dossier, sfruttando anche i buoni rapporti personali che intrattengo con il Consigliere federale Albert Rösti e con il suo Dipartimento, che non garantiranno il successo ma almeno la possibilità di discutere apertamente le nostre richieste».
