Abusi su minori: SRF apre un'indagine interna su noto ex telecronista

La Radiotelevisione della Svizzera tedesca (SRF) ha annunciato un'indagine esterna per chiarire come fu gestita, oltre cinquant'anni fa, la condanna penale di uno dei suoi volti storici: l'ex telecronista sportivo Hans Jucker, condannato nel 1971 per abusi sessuali su minori. L'emittente svizzerotedesca ha condannato fermamente i fatti dell'epoca, decidendo di fare piena luce sulle omissioni del passato.
La condanna
Jucker, scomparso nel 2011 poco dopo il pensionamento, è stato per decenni una delle voci più celebri delle telecronache sportive d'oltralpe, lavorando per la SRF dal 1965 al 2011. Secondo quanto rivelato oggi dal quotidiano Tages-Anzeiger, all'uomo era stata inflitta una pena detentiva sospesa con la condizionale per reati commessi tra il 1969 e il 1971 ai danni di quattro ragazzi sotto i vent'anni e di un minore di 16 anni.
Essendo figlio del cuoco di un istituto per minori, Jucker aveva facile accesso ai giovani ospiti della struttura. In base alla testimonianza di una vittima raccolta dalla testata zurighese, le violenze si erano verificate proprio in quell'ambiente: il cronista aveva confessato i venti episodi contestatigli, senza tuttavia mostrare alcun segno di pentimento.
La reazione della SRF
La direzione di Zurigo di SRF è venuta a conoscenza della sentenza solo alcune settimane fa. Considerato l'ampio lasso di tempo trascorso, ha affidato a esperti indipendenti il compito di ricostruire l'operato dell'azienda in quel frangente e verificare l'efficacia dei meccanismi di tutela odierni.
Roger Elsener, direttore della SRF, si è detto profondamente colpito, ribadendo la ferma condanna di ogni violenza e manifestando vicinanza alle vittime e ai loro familiari; la televisione ha inoltre precisato che i reati non si erano verificati durante lo svolgimento delle mansioni professionali.
Nel frattempo, la SRF ha cancellato tutti i filmati con Jucker dalle proprie piattaforme e dai social network, assicurando che non ne verranno più diffusi, pur preservando i materiali d'archivio a fini puramente documentari e storici.
Per prevenire simili abusi e proteggere il personale, l'emittente ha ricordato di aver introdotto negli ultimi anni una specifica carta di collaborazione, un regolamento a tutela dell'integrità personale e corsi obbligatori per tutti i dipendenti.