Il caso

Accoltellamento di Biasca: l'arma non è ancora stata trovata

Gli inquirenti sono sempre alla ricerca dell'oggetto con il quale il 17.enne siriano ha ferito gravemente il 21.enne italiano - L'inchiesta dovrà pure chiarire l'eventuale coinvolgimento indiretto di terzi
© Rescue Media
Alan Del Don
Giacomo Butti
06.10.2026 11:57

Prende sempre più consistenza la tesi del regolamento di conti, come abbiamo riferito ieri, dietro l’accoltellamento avvenuto nel primo pomeriggio di ieri nei pressi della stazione FFS di Biasca. Fortunatamente la vita del 21.enne italiano, residente in Leventina, non è più in pericolo; ha riportato una grave ferita all’addome e si trova tuttora sotto osservazione all’ospedale. L’arma non è ancora stata trovata, come appreso dal Corriere del Ticino. È stato per contro arrestato l’aggressore. Si tratta di un minorenne: un cittadino siriano di 17 anni dimorante in Riviera, nel frattempo già interrogato, che deve rispondere delle ipotesi di reato di tentato omicidio, subordinatamente di lesioni gravi e lesioni semplici.

L’inchiesta, coordinata dalla Magistratura dei minorenni in collaborazione con la Polizia cantonale, dovrà far luce sul movente (economico?) e sulle singole responsabilità. Anche perché c’è chi avrebbe visto fuggire, subito dopo i fatti, un altro giovane. Nel comunicato stampa diffuso oggi dagli inquirenti, tuttavia, non viene menzionato l’eventuale coinvolgimento di una seconda persona. Come da prassi, toccherà allora all’indagine chiarire l’esatta dinamica e l’eventuale coinvolgimento - indiretto - di terzi. Qualcun altro, ad esempio, era al corrente dell’incontro?

La natura del legame

È stato possibile risalire, nello spazio di poche ore, e grazie al supporto pure della Polizia dei trasporti, al 17.enne in quanto la stessa vittima ha fatto il nome del suo assalitore. Come ci risulta, infatti, quando il 21.enne è entrato insanguinato negli uffici dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese verso le 15 chiedendo aiuto ha biascicato le generalità di chi l’aveva ferito. Avrebbe fatto più di un nome. Sta di fatto che i due si conoscono. Resta da stabilire quale sia la natura del loro legame che ha portato un banale litigio a sfociare in un fatto di sangue. Questioni riguardanti lo spaccio di stupefacenti? Oppure c’è dell’altro? Domande alle quali solo le indagini potranno fornire le risposte in grado di determinare cosa è accaduto ieri in via Bellinzona nel Borgo.

L'appello della politica

«Non aspettiamo che le stazioni ticinesi diventino il Bronx». Il granconsigliere PLR ed ex municipale di Biasca Omar Terraneo porta all’attenzione del Governo, attraverso un’interrogazione, il tema della sicurezza nei nodi ferroviari ticinesi dopo quanto successo nel Borgo. «Ultimamente anche nelle stazioni e nelle zone limitrofe di Lugano, Locarno e Bellinzona sono state segnalate situazioni problematiche, liti, aggressioni, comportamenti molesti e ripetuti interventi delle forze dell’ordine», osserva il deputato. Il quale chiede se, dati alla mano, gli episodi di violenza sono davvero aumentati.

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