Mobilitazione

Accordo accademico Svizzera-Israele, 250 accademici denunciano «la complicità con i crimini commessi a Gaza»

I firmatari chiedono alla Sefri di procedere a una «valutazione dei progetti in corso» nelle università in modo da determinare i loro eventuali legami con l'esercito israeliano e la «politica genocida» del governo del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu
Ats
07.02.2026 11:22

Un collettivo di oltre 250 accademici svizzeri ha inviato una lettera aperta alla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione (Sefri) per chiedere la rescissione di un accordo accademico con Israele.

La missiva denuncia una «complicità con i crimini commessi a Gaza».

La mobilitazione è stata organizzata dal Collettivo per la libertà accademica, la democrazia e la solidarietà (Clads), fondato nel 2024 da alcuni accademici di Losanna, tra cui la professoressa Julia Steinberger, nota per le sue battaglie per il clima, scrivono oggi 24 Heures e la Tribune de Genève.

Contattato da Keystone-ATS, il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) ha dichiarato di non voler prendere posizione per il momento, in attesa della risposta che la Sefri sta preparando all'attenzione del Clads.

I firmatari chiedono alla Sefri di procedere a una «valutazione dei progetti in corso» nelle università in modo da determinare i loro eventuali legami con l'esercito israeliano e la «politica genocida» del governo del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu. Auspicano inoltre la rescissione dell'accordo «Lead Agency» tra il Fondo nazionale svizzero (FNS) e la Israel Science Foundation (ISF).

Questo partenariato, spiega Steinberger sui quotidiani romandi, è aperto solo a pochi nel mondo, «il che conferisce a Israele uno status ancora più privilegiato e quindi ancora più problematico».