Il caso

Accusata di far parte di un complotto per assassinare Trump, ma era tutto falso

La vicenda ha riguardato una dipendente del WEF di Davos, arrestata e poi rilasciata - La donna è stata poi licenziata dal suo posto di lavoro - Il procedimento penale è stato infine archiviato
©AARON SCHWARTZ / POOL
Red. Online
29.09.2026 12:09

Sospettata di essere coinvolta in un complotto per uccidere il presidente statunitense Donald Trump, arrestata, interrogata per oltre sei ore e infine rilasciata. È la disavventura, di cui riferisce oggi il Tages Anzeiger, che ha visto coinvolta una dipendente del World Economic Forum (WEF) di Davos. Ma andiamo con ordine: la donna è stata accusata in un’email anonima, inviata all’ambasciata statunitense a Berna, di essere un’agente iraniana e di aver coordinato un’operazione per assassinare Trump mentre prendeva parte al forum grigionese. L’ambasciata ha quindi preso contatto con le autorità di sicurezza svizzere.

L’arresto

La donna, riferisce ancora il portale svizzero-tedesco, non si trovava a Davos, bensì alla sede centrale dell'organizzazione a Cologny, vicino a Ginevra. Arrestata in serata, la sospettata – che lavorava al WEF come esperta informatica – è stata sottoposta a un interrogatorio di oltre sei ore, durante il quale ha spiegato di essere andata via dal suo Paese d’origine molto tempo prima e di avervi fatto ritorno solo una volta, dodici anni prima, perché un suo parente si era sposato. Ha aggiunto di disdegnare il regime vigente in Iran, comprovando queste sue affermazioni con dei post pubblicati sul suo profilo Facebook in cui dichiarava il proprio supporto ai manifestanti

Il licenziamento

Gli agenti, dopo aver ispezionato il suo luogo di lavoro e controllato i suoi account social, hanno concluso che niente lasciasse intendere che la sospettata fosse in coinvolta in attività di spionaggio. In piena notte, la donna è stata infine rilasciata. Una brutta sorpresa però l’attendeva. Il giorno seguente è stata infatti licenziata dal WEF per «presunta violazione degli accordi di riservatezza», come scrive sempre il Tages Anzeiger. Né il Forum né l’avvocato della donna hanno voluto commentare la questione. Stando a quanto comunicato dalla Procura federale, le motivazioni del licenziamento non sono in alcun modo collegate alle accuse mosse precedentemente nei suoi confronti. Dopo quattro mesi di indagini, la stessa procura ha infine deciso di archiviare il procedimento penale, in quanto è ormai evidente che «le accuse contenute nell'e-mail anonima non potevano essere comprovate».