Agno

Aeroporto pubblico, malumori privati

Dopo l’annuncio del municipale Lombardi che la Città gestirà l’aeroporto fino alla fine del 2023, due gruppi d’investitori dicono la loro
©Gabriele Putzu

Prima non vedeva l’ora di disfarsene, ora non ha problemi a tenerselo. Quella fra la politica luganese e l’aeroporto di Agno è una relazione complicata, fatta di alti e bassi. L’ultimo sviluppo, che stava passando abbastanza in sordina, è la decisione del Municipio di mantenere la gestione dello scalo fino alla fine del 2023, rinviando quella cessione ai privati («cessione, non vendita» chiarisce subito il municipale Filippo Lombardi) decisa dal Consiglio comunale nel 2019, quando è fallita la Lugano Airport SA. E i privati, o almeno alcuni di loro, non l’hanno presa benissimo.

I passi da compiere

Ma andiamo con ordine. Nei giorni scorsi l’Associazione passeggeri e aeroporti della Svizzera italiana aveva chiesto a Palazzo civico di accelerare con la scelta degli investitori a cui affidare la struttura, ma Lombardi era stato perentorio: «Non c’è nulla da accelerare. Stiamo facendo i passi dovuti con i tempi dovuti». Due passi per la precisione: la revisione della scheda PSIA, che è una sorta di Piano regolatore per la zona aeroportuale, e l’introduzione del tanto atteso sistema di avvicinamento satellitare. Due esigenze oggettive, ma lo scalo di Agno non rischia di finire in un limbo?

«Con la scheda PSIA – ribadisce Lombardi – stiamo creando le condizioni affinché lo scalo possa esistere in futuro, chiunque lo gestisca. Senza quella nessuno può fare niente, e sono certo che per la fine del 2023 sarà pronta. Per il sistema di avvicinamento è più difficile dare una tempistica, ma intanto abbiamo ottenuto la disponibilità del Cantone ad accollarsi la spesa» (da là passerà la futura circonvallazione).

Intanto, viene da chiedersi, non si potrebbe anche far ripartire la procedura per la scelta dell’investitore privato? «Certamente. Nel corso dell’anno prossimo faremo i passi necessari. Ma prima occorre definire i contenuti della scheda PSIA, indispensabile per sapere con precisione quali investimenti si potranno fare e quali no».

«Tutto dipende dalla serietà»

Dicevamo che fra i privati c’è del malumore. Il loro interesse potrebbe venir meno? «E’ una domanda legittima» risponde Sir Lindsay Owen-Jones a nome del gruppo Amici dell’Aeroporto. «Su questo dossier le autorità hanno soffiato alternativamente il caldo e il freddo. Dopo tanti studi, costi, tempi sprecati, la nostra disponibilità non può essere data per scontata. Tutto dipenderà dalla serietà con cui sarà riproposta questa privatizzazione!».

Il portavoce del Consorzio Lugano Airport – che riunisce tutti i gruppi rimasti esclusi dalla prima «finale» del concorso, poi annullata per problemi giuridici – Nicola Brivio invece non minaccia un addio. «Il nostro interesse permane, anche perché siamo già operativi ad Agno». Però... «mi stupisce un po’ questa decisione del Municipio, anche perché la scorsa primavera, in risposta a una nostra lettera, lo stesso Esecutivo ci aveva detto che saremmo stati convocati per un aggiornamento». Dal canto suo, il gruppo Artisa fa sapere che accetta le scelte del Comune, non le commenta e attende aggiornamenti.

Nessun peso sui conti pubblici

Per la politica, invece, l’orizzonte temporale non è un problema e la strategia del Municipio appare condivisa. «La gestione attuale dell’aeroporto permette il funzionamento razionale dello scalo senza generare deficit. Dal nostro punto di vista la cosa più importante è che l’aeroporto non sia un fardello per i conti del Comune» afferma il capogruppo del PS, Carlo Zoppi. «Attendiamo la decisione sul futuro dell’aeroporto senza particolare premura. L’importante che il piano sia solido e credibile e che preveda, nel caso, un modello di finanziamento regionale che non poggi tutto sulle spalle della Città».

«Evidentemente – rileva dal canto suo il capogruppo del PLR Rupen Nacaroglu – con le misure intraprese l’aeroporto è tornato a non essere un peso per la Città, cosa che permette di avere meno fretta nel decidere a chi assegnarne la gestione. Noi chiediamo però che questa transizione avvenga al più presto, con una procedura chiara e una tempistica ben definita, senza ulteriori ritardi. Se il processo sarà concluso senza intoppi per il 1. gennaio 2024, ci potremo dire soddisfatti».

«L’orizzonte temporale era noto, ci era già stato illustrato in Gestione lo scorso dicembre ed è anche formalizzato nel Piano finanziario discusso ad aprile», premette il capogruppo del Centro (PPD) Lorenzo Beretta Piccoli. «Sarà anche importante fare il punto con il Municipio sullo stato di avanzamento delle attività, come avvenuto l’anno scorso. In vista degli importanti investimenti che saranno necessari sul lungo termine, il ruolo dei privati sarà infatti fondamentale».

«Per noi è importante che chi rileva lo scalo abbia dei progetti che rispettino le linee di sviluppo della Città» osserva invece il capogruppo della Lega, Lukas Bernasconi. Detto in parole povere: sì, la cessione è una delle opzioni, ma il privato non potrà fare quello che vuole. «In questo momento lo scalo sta andando molto bene e il suo futuro deve essere propedeutico alla Città», ribadisce Bernasconi. L’aeroporto, insomma, deve restare principalmente uno scalo. «Nel caso in cui non dovessero esserci progetti che vanno in questa direzione, il Municipio potrebbe valutare una partnership pubblico-privato, che permetterebbe di mantenere un certo controllo sull’attività dell’aeroporto».