Affitti, quasi 7 controversie su 10 si risolvono senza ricorrere al giudice

Aumenti delle pigioni, contestazioni sulle spese accessorie e difetti degli immobili sono tra le principali cause di controversia tra inquilini e proprietari. In Ticino, gli undici Uffici di conciliazione in materia di locazione offrono un servizio di prossimità che punta a favorire accordi e a ridurre il ricorso alla giustizia ordinaria. I risultati dell’attività del 2025 sono stati presentati durante la riunione plenaria svoltasi a Bellinzona, alla presenza del direttore del Dipartimento delle istituzioni, Norman Gobbi, dei rappresentanti della Divisione della giustizia e delle autorità coinvolte.
Quasi sette procedure su dieci si chiudono senza un processo
Nel corso dell’anno sono state avviate 1’279 procedure, di cui 1’211 portate a termine. Tra quelle concluse, il 45% si è risolto con un accordo tra le parti o con l’accettazione di una proposta di giudizio. Un ulteriore 23% si è chiuso attraverso altre modalità, tra cui ritiri e stralci. Nel 30% dei casi è stata invece rilasciata un’autorizzazione ad agire davanti alla Pretura civile. «Quasi sette procedure su dieci si sono concluse senza ricorrere al giudice», ha sottolineato Frida Andreotti, direttrice della Divisione della giustizia, evidenziando il contributo degli Uffici nel ridurre il carico di lavoro delle Preture.
Un servizio vicino ai cittadini
Gobbi ha ringraziato i circa cento professionisti impegnati nel servizio, sottolineando l’importanza di una giustizia accessibile e vicina ai cittadini. «Le questioni legate agli affitti toccano da vicino la vita quotidiana dei cittadini e delle famiglie ticinesi. Grazie al lavoro degli Uffici di conciliazione, la popolazione può contare su un servizio accessibile e radicato sul territorio, che permette di risolvere le controversie in tempi ragionevoli, evitando procedure lunghe e costose«.
