Svizzera

Affluenza in calo per le funivie nella stagione invernale

Nella stagione 2025/26 gli impianti di risalita svizzeri hanno registrato un'affluenza inferiore rispetto all'anno scorso – Il mese di marzo, in particolare, si è rivelato più debole
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Ats
08.04.2026 11:48

Nella stagione invernale 2025/26 gli impianti di risalita svizzeri hanno registrato un'affluenza inferiore rispetto all'anno scorso. Il mese di marzo, in particolare, si è rivelato più debole, secondo l'associazione di categoria Funivie Svizzere.

Condizioni meteo e vacanze scolastiche

Il mese scorso i biglietti venduti sono stati inferiori dell'11% rispetto a marzo 2025, che era però stato «eccezionalmente forte», afferma l'organizzazione in un comunicato diffuso oggi. Tra i motivi figurano le condizioni meteorologiche - molto miti a inizio mese - e la data delle vacanze scolastiche, che quest'anno sono cadute in gran parte nel mese di febbraio. La guerra in Iran non viene menzionata come fattore influente.

«Siamo molto soddisfatti che la domanda sia rimasta molto elevata fino all'inizio di aprile e che molti ospiti abbiano potuto approfittare delle fantastiche condizioni della neve nelle zone d'alta quota», afferma il direttore di Funivie Svizzere Berno Stoffel nella nota. Mentre molte località invernali chiudono la stagione dopo Pasqua o nel fine settimana successivo, alcune zone proseguono l'attività oltre la fine di aprile.

Anche per quanto riguarda la stagione complessiva finora registrata - definita «prevalentemente positiva» - si osserva una flessione del 4% dei primi ingressi rispetto all'inverno 2024/25. Si notano tuttavia differenze significative a seconda del periodo: durante le vacanze, tra metà gennaio e metà marzo, il calo è stato del 2%, mentre durante le festività di Natale e Capodanno si è attestato a ben il 14%.

Calo dovunque tranne in Vallese

L'inverno inizialmente mite ha messo a dura prova soprattutto i comprensori sciistici più piccoli e a bassa quota, spiega Funivie Svizzere. Di conseguenza, le differenze nella contrazione degli ingressi sono marcate a seconda dell'altitudine dei comprensori. Solo le nevicate di febbraio e marzo hanno «sgravato sensibilmente» la situazione.

Le destinazioni al di sotto dei 1.500 metri di quota hanno registrato finora un calo medio del 7%, quelle a media quota (da 1.500 a 2.000 metri) del 5% e quelle più in alto, oltre i 2.000 metri, dell'1%.

Anche a livello regionale il quadro è eterogeneo: mentre il Vallese si è attestato circa sul livello della stagione precedente, tutte le altre regioni hanno registrato una flessione dell'affluenza. Il calo più marcato si è verificato nella Svizzera orientale, con un -10%. L'Oberland bernese ha subito un calo del 6%, la Svizzera centrale del 5%, i Grigioni nonché le Alpi vodesi e friburghesi del 2% e il Ticino dell'1%.

Oltre alle condizioni meteorologiche, l'associazione cita come fattori influenti anche la struttura della clientela: i comprensori sciistici con un'alta percentuale di visitatori giornalieri hanno risentito maggiormente del brutto tempo nei fine settimana rispetto alle destinazioni con un maggior numero di ospiti che pernottano.

Ma sopra la media quinquennale

Mentre rispetto alla scorsa stagione invernale in molte regioni si osserva un quadro piuttosto modesto, rileva ancora Funivie Svizzere, se si guarda alle ultime cinque - compreso un inverno ancora segnato dal Covid - la stagione 2025/26 registra nel complesso un andamento positivo: i primi ingessi superano dell'11 % la media quinquennale.

A livello regionale si registrano tuttavia notevoli differenze: in Ticino si osserva un aumento di ben il 22%, nella Svizzera centrale del 16%, nell'Oberland bernese e nelle Alpi vodesi e friburghesi del 13%, in Vallese del 12%, nei Grigioni del 7% e nella Svizzera orientale solo del 2%.

Per il monitoraggio stagionale Funivie Svizzere analizza il numero di ospiti (primi ingressi) di oltre 120 membri provenienti in tutta la Svizzera. L'associazione fornirà i dati definitivi sul numero di ospiti dell'intero inverno a inizio maggio.