Svizzera

Aiuti COVID, un produttore di cioccolato dovrà restituire 200.000 franchi

Li aveva ricevuti nel 2021 a titolo di aiuto per casi di rigore legati alle chiusure per la pandemia: in quell'anno, l'azienda aveva realizzato un utile di 775'000 franchi, anche se alcuni comparti avevano subito perdite
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Ats
16.06.2026 13:43

Un produttore di cioccolato della Svizzera centrale dovrà restituire alla Confederazione i 200'000 franchi ricevuti a titolo di aiuti per casi di rigore legati alle chiusure per il Covid nel 2021: lo ha stabilito il Tribunale federale (TF).

Chiesto il rimborso degli aiuti

Durante l'anno in questione l'azienda aveva realizzato un utile di 775'000 franchi, anche se alcuni comparti avevano subito perdite: si trattava della caffetteria, del museo del cioccolato e del catering, segmenti che erano stati direttamente colpiti dalle chiusure decretate dalla Confederazione per combattere la pandemia e che avevano registrato un ammanco di quasi 300'000 franchi. Visto il dato complessivo dei profitti realizzati durante l'esercizio l'amministrazione federale ha però chiesto il rimborso degli aiuti concessi.

Presentato un ricorso

La società ha presentato ricorso, senza però successo. In una sentenza pubblicata oggi il TF ammette che i fondi sono stati versati per sostenere divisioni specifiche dell'azienda, ma una richiesta di rimborso si basa sempre sull'utile complessivo dell'azienda. Inoltre i giudici sottolineano che, al momento dell'erogazione degli aiuti a fondo perduto, era chiaro che si sarebbe tenuto conto dei guadagni aziendali.

Secondo la corte l'obiettivo delle misure di aiuto per i casi di rigore era quello di attenuare rapidamente e in modo mirato le ripercussioni economiche della pandemia e di preservare le strutture esistenti. Sussisteva insomma una volontà politica chiaramente manifestata affinché il denaro dei contribuenti non fosse investito con l'obiettivo di far realizzare profitti alle imprese.