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L'Iran ha annunciato l'istituzione di gruppi di lavoro sul nucleare e sulle sanzioni nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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11:47
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Netanyahu: «Dobbiamo costruire un sistema autonomo di armamenti»
«Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani, ma dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti. Voglio l'autonomia negli armamenti. Ora ci troviamo di fronte all'Iran e ai suoi alleati. Li abbiamo colpiti. Non è ancora finita, ma dipende dalla nostra forza. Dove saremo tra 30 anni dipende dalla nostra forza. Per questo ciò che stiamo facendo ora è costruire una forza ancora maggiore». Lo ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu durante un incontro giovedì scorso con un corso per ufficiali della riserva presso il kibbutz Migdal Oz, a Gush Etzion.
11:29
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Iran: «L'AIEA non potrà visitare i siti atomici bombardati»
Il portavoce del Ministero degli esteri iraniano Esmaeil Baghei ha affermato che l'Iran non ha alcuna intenzione di permettere all'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) di ispezionare i suoi siti bombardati da Israele e dagli Stati Uniti.
«Non abbiamo avuto alcun incontro con il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica e non prevediamo che l'agenzia ispezioni gli impianti nucleari iraniani danneggiati dall'aggressione militare americana e sionista», ha dichiarato il portavoce in una conferenza stampa.
«L'Iran non ha assunto nuovi impegni in merito alle sue attività nucleari e alle ispezioni dell'agenzia durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera lunedì», ha aggiunto Baghaei, citato dalla televisione di Stato, in risposta alla dichiarazione del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che l'Iran aveva consentito agli ispettori dell'AIEA di rientrare nel paese durante i colloqui al Bürgenstock (NW).
Baghaei ha spiegato che qualsiasi interazione con l'AIEA avverrà nel rispetto delle «normative vigenti», stabilite dal parlamento iraniano e dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (SNSC).
11:23
11:23
«Il Comando USA ha istituito un monitoraggio sui combattimenti in Libano»
Il Comando centrale delle forze armate statunitensi ha istituito un meccanismo di monitoraggio per osservare in tempo reale i combattimenti in Libano: lo riferisce il giornale israeliano «Haaretz» citando l'emittente americana CBS News.
Secondo il servizio, il meccanismo è stato creato dopo che il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui telefonici venerdì con il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu.
11:19
11:19
Swiss prolunga lo stop ai voli da e per Dubai fino al 24 ottobre
Swiss continuerà a offrire voli supplementari per Delhi fino alla fine di ottobre, mentre i voli da e per Dubai rimarranno sospesi fino al 24 ottobre 2026 compreso. Lo comunica la compagnia aerea elvetica in una nota, sottolineando che l'offerta potenziata verso l'India continuerà a sua volta fino alla fine dell'orario estivo 2026. Oltre al servizio regolare, Swiss offrirà un secondo volo giornaliero operato con un Airbus A330.
La compagnia aerea evidenzia che attualmente si registra una forte domanda di viaggi da e verso l'India. Proprio per questo motivo, Swiss continuerà a offrire un secondo volo giornaliero tra Zurigo e Delhi, oltre al servizio giornaliero regolare, per garantire ai clienti una scelta più ampia e ulteriori opzioni di viaggio.
Voli aggiuntivi (giornalieri):
- LX2646: Zurigo 12:35 – Delhi 00:05
- LX2647: Delhi 01:40 – Zurigo 07:00
Voli di linea (giornalieri)
- LX146: Zurigo 12:10 – Delhi 23:35
- LX147: Delhi 01:05 – Zurigo 06:20
Gli sviluppi della situazione in Medio Oriente
Swiss sottolinea di continuare a seguire «da vicino» gli sviluppi in Medio Oriente, rimanendo in stretto contatto con le autorità competenti in Svizzera e sul posto, nonché all'interno del Gruppo Lufthansa.
I passeggeri interessati la cui prenotazione è stata cancellata a seguito di questa modifica possono cambiare la prenotazione per una data successiva senza costi aggiuntivi oppure richiedere il rimborso completo del prezzo del biglietto.
10:34
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«A Gaza i bimbi presi di mira da Israele, è genocidio»
Israele sta prendendo di mira deliberatamente i bambini palestinesi, un fattore chiave in quello che è diventato un «genocidio» in corso a Gaza. Lo ha affermato oggi la Commissione internazionale indipendente d'inchiesta creata su mandato delle Nazioni Unite.
In occasione della pubblicazione di un nuovo rapporto della commissione incaricata dal Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, ma che non parla a nome dell'organizzazione, il suo presidente, Srinivasan Muralidhar, ha affermato in un comunicato che «prendendo di mira i bambini, Israele attacca la stessa capacità del popolo palestinese di esistere e di determinare il proprio futuro».
La Commissione afferma di aver trovato prove che «bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane». Questo, ha affermato, è un fattore chiave per stabilire «l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la più ampia comunità palestinese a Gaza».
Il team investigativo di tre membri aveva inizialmente stabilito in un rapporto dello scorso settembre che Israele aveva commesso un «genocidio» nella guerra a Gaza, una conclusione che Israele ha categoricamente respinto.
Nel rapporto di approfondimento di oggi, hanno affermato che l'intensità e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane sono continuate, provocando un numero «senza precedenti» di morti, feriti e traumi tra i bambini palestinesi. Vi sono «ragionevoli motivi» per concludere che le autorità e le forze di sicurezza israeliane «hanno continuato a commettere il crimine di genocidio» a Gaza, hanno affermato.
Israele, da tempo aspramente critico nei confronti della commissione, ha definito il rapporto «diffamatorio» e una «farsa calunniosa». Ha accusato gli investigatori di ignorare «le brutali tattiche di Hamas, che attacca spietatamente i bambini israeliani e usa i bambini palestinesi come scudi umani».
Per il suo ultimo rapporto la Commissione, istituita dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite nel 2021, ha esaminato i crimini che colpiscono i bambini palestinesi e come le condizioni di vita imposte da Israele a Gaza «causino una mortalità infantile prevenibile».
«Le autorità e le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi, provocando genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nella Striscia di Gaza e crimini di guerra in Cisgiordania», ha affermato il team in una dichiarazione. La Commissione ha parlato di azioni che hanno «cancellato l'infanzia» a Gaza e continueranno a colpire i bambini del territorio per tutta la vita.
Secondo l'inchiesta delle Nazioni Unite, durante i primi due anni di guerra almeno 20'179 bambini sono stati uccisi e 44'143 feriti. L'uccisione e il ferimento di bambini palestinesi «facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l'esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza», si legge nel rapporto. I giovani feriti «affrontano una vita di disabilità» che ora è «una realtà demografica determinante» tra i bambini di Gaza.
L'assedio di Gaza ha «compromesso direttamente la salute riproduttiva e neonatale», mentre il collasso dei programmi di sanità pubblica ha «eroso le condizioni necessarie per una generazione futura sana».
Il rapporto ha elencato divisioni, brigate e unità israeliane che potrebbero essere responsabili dell'uccisione di bambini, in specifici episodi a Gaza e in Cisgiordania. La Commissione ha anche documentato un forte aumento della violenza perpetrata dai coloni israeliani contro i bambini palestinesi in Cisgiordania.
10:32
10:32
Iran: negoziatori in Oman per la gestione congiunta di Hormuz
La delegazione di negoziatori iraniana che ha partecipato ai colloqui con gli USA al Bürgenstock (NW), composta dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli esteri Abbas Araghchi, ha incontrato a Mascate funzionari omaniti, tra cui il ministro degli esteri Badr al-Busaidi, per discutere l'istituzione di un nuovo meccanismo per la gestione congiunta dello Stretto di Hormuz tra Iran e Oman.
Secondo la televisione di Stato, la parte iraniana ha sottolineato che la gestione della via navigabile non sarà la stessa di prima dell'attacco israelo-americano all'Iran.
La delegazione iraniana si è fermata a Mascate ieri sera al rientro dalla visita in Svizzera.
09:57
09:57
Iran: «Nessun nuovo impegno per le interazioni con l'AIEA»
Il portavoce del Ministero degli esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che qualsiasi interazione con l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) avverrà nel rispetto delle «normative vigenti», stabilite dal parlamento iraniano e dal Consiglio supremo per la sicurezza nazionale (SNSC).
«L'Iran non ha assunto nuovi impegni in merito alle sue attività nucleari e alle ispezioni dell'agenzia durante i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera lunedì», ha aggiunto Baghaei, citato dalla televisione di Stato, in risposta alla dichiarazione del vicepresidente statunitense JD Vance, il quale aveva affermato che l'Iran aveva consentito agli ispettori dell'AIEA di rientrare nel paese durante i colloqui al Bürgenstock (NW).
09:43
09:43
«Israele presenta oggi a Washington il piano per il Libano»
Nei colloqui diretti tra le delegazioni di Beirut e Gerusalemme che si terranno oggi a Washington, Israele proporrà un progetto pilota di ritiro parziale da un'area limitata del Libano meridionale, nella quale entrerà l'esercito libanese sotto supervisione americana.
Lo rivela Channel 12, a cui una fonte israeliana ha dichiarato che «arriviamo con delle mappe per decidere quale sarà l'area del progetto pilota che si svolgerà in una zona a sud del fiume Litani, cioè a sud della Linea Gialla».
L'apparato della sicurezza e il governo israeliano stanno cercando di promuovere misure di rafforzamento della fiducia reciproca, con l'obiettivo di evitare che venga imposto un accordo dall'esterno, sia dagli Stati Uniti sia dall'Iran.
Secondo il piano, l'esercito israeliano si ritirerebbe da un'area, considerata relativamente bonificata da terroristi e armi di Hezbollah.
I colloqui dovrebbero concludersi giovedì pomeriggio e si svolgeranno attraverso due gruppi di lavoro distinti: un gruppo politico-diplomatico, guidato dall'ambasciatore Yechiel Leiter e da Yossi Draznin, alto funzionario del Consiglio per la sicurezza nazionale; un gruppo militare, guidato dal responsabile della sezione strategia Michael Levin insieme al vice addetto militare Erik Ben-Dov.
Nel frattempo, le Forze di difesa israeliane (IDF) stanno operando per distruggere un complesso sotterraneo di Hezbollah nella dorsale montuosa di Ali Taher.
Nel frattempo Mahmud Qamati, vice capo del consiglio politico di Hezbollah, ha nuovamente avvertito che il gruppo libanese risponderà a qualsiasi violazione del cessate il fuoco da parte di Israele.
Qamati, scrive al-Jazeera citando l'emittente di Stato iraniana Press TV, ha affermato che la rappresaglia di Hezbollah sarà «della stessa natura», aggiungendo che non ci sarà un «ritorno alla situazione prebellica», quando le forze israeliane lanciavano attacchi quasi quotidiani contro il Libano, mentre i combattenti del gruppo si astenevano dal sparare.
«Hezbollah rimane in stato di massima allerta, con il dito sul grilletto, pronto a fronteggiare qualsiasi violazione da parte del regime israeliano», ha dichiarato Qamati.
09:36
09:36
Iran: «Nulla ci obbliga a comprare prodotti agricoli dagli USA»
Il governatore della Banca centrale iraniana Abdolnasser Hemmati ha dichiarato che Teheran non ha alcun obbligo, in base all'accordo già firmato con gli Stati Uniti, di acquistare prodotti agricoli o materie prime da quel paese.
«Tuttavia, non c'è alcun problema ad acquistare dagli americani, se il prezzo e la qualità dei loro prodotti sono più convenienti rispetto a quelli di altri paesi. Anche negli anni passati li abbiamo importati da grandi paesi, America ed Europa», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa IRNA.
Le dichiarazioni di Hemmati giungono un giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che qualsiasi fondo iraniano congelato rilasciato in base a futuri accordi sarebbe utilizzato da Teheran esclusivamente per acquistare prodotti alimentari dagli Stati Uniti.
09:23
09:23
«Su Hormuz coordinamento e linea diretta con gli USA»
«Abbiamo concordato di istituire un meccanismo di coordinamento, che include una linea diretta e un centro di contatto a cui rivolgersi in caso di ambiguità o controversie» rispetto al traffico marittimo dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il capo negoziatore dell'Iran Mohammed Bagher Ghalibaf, parlando dei colloqui con gli USA tenuti al Bürgenstock (NW).
«Durante questo periodo di 30 giorni, ai sensi dell'articolo 5 - ha aggiunto - le parti potranno mantenere uno stretto coordinamento affinché le navi che transitano nello Stretto possano farlo in modo più sicuro ed efficiente. Con l'aiuto di Dio, questo contribuirà a migliorare i flussi di traffico e i volumi di navi attraverso lo Stretto, a dare impulso all'economia regionale, a sostenere l'economia globale e a permetterci di guardare avanti».
09:12
09:12
Ghalibaf: «Sbloccati 12 miliardi di fondi congelati»
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che è stato raggiunto un accordo con gli Stati Uniti per lo sblocco di 12 miliardi di dollari di fondi iraniani congelati. La notizia è riportata da al-Jazeera e da altri media della regione.
I fondi sarebbero suddivisi in due tranche da 6 miliardi.
07:03
07:03
Iran, istituiti gruppi di lavoro su nucleare e sanzioni
I colloqui tecnici tra Iran e Stati Uniti al Bürgenstock (NW) si sono conclusi con l'istituzione di gruppi di lavoro, riferiscono i media iraniani.
I negoziatori «hanno deciso di istituire quattro gruppi di lavoro: Cessazione delle sanzioni, Affari nucleari, Ricostruzione e sviluppo economico e Monitoraggio e attuazione», ha affermato l'agenzia di stampa statale IRNA, citando il viceministro degli esteri Kazem Gharibabadi.
Intanto il capo negoziatore di Teheran e presidente del parlamento Mohammed Bagher Ghalibaf, in un video pubblicato sulle reti sociali, ha affermato che nei negoziati svoltisi con gli Stati Uniti in Svizzera l'Iran ha ottenuto «successi significativi».
«Dal mio punto di vista, questo viaggio ha portato a successi significativi, in particolare per quanto riguarda le discussioni sullo Stretto di Hormuz, quelle sul Libano, la questione delle deroghe petrolifere e lo sblocco dei beni congelati, che rappresenta uno dei progressi che abbiamo compiuto. Naturalmente, crediamo di essere solo all'inizio di questo processo e dobbiamo continuare i nostri sforzi», ha sottolineato. Israele tuttavia si oppone «fermamente a questo processo negoziale, che considera una minaccia alla sua stessa esistenza e che cerca di sabotare», ha aggiunto.
Ghalibaf ha anche rimarcato che «tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz».
Il capo negoziatore ha inoltre sostenuto che «in una delle buone trasmissioni della TV di Stato ho visto che dicevano: 'Magari chiudessero l'aeroporto di Mehrabad, così la delegazione negoziante non andrebbe in Svizzera'. A quei cari signori dico: se non fossimo andati in Svizzera, ogni momento sarebbe stato versato più sangue dai musulmani e sciiti del Libano».
Da parte sua il presidente iraniano Mahsoud Pezeshkian ha sottolineato su X che «l'efficacia dei colloqui dipende dal pieno impegno verso gli obblighi concordati e dalla loro precisa attuazione. I progressi in tal senso saranno misurati dal rispetto concreto delle responsabilità assunte. Dichiarazioni al di fuori del testo concordato non contribuiscono al progresso dei negoziati».
06:32
06:32
«Lo Stretto di Hormuz sarà gestito dall'Iran»
«Tutti devono sapere che la gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più a essere quella di prima della guerra. Naturalmente le norme internazionali saranno rispettate, ma sarà l'Iran a gestire lo Stretto di Hormuz». Lo ha detto - secondo quanto riportano i media statali iraniani - il capo negoziatore di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf.
06:31
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Il punto alle 6.30
Grazie all'accordo con l'Iran «abbiamo due cose: uno stretto di Hormuz aperto e un Paese che non avrà mai armi nucleari»: lo ha detto ieri sera Donald Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale ad un evento sul calcolo quantistico.
Il presidente americano ha ribadito all'Iran l'avvertimento che se non rispetterà l'accordo gli Stati Uniti reagiranno. «Se non rispetta l'accordo o se non si comporta bene, farò quello che devo fare», ha detto Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale.
Intanto nella serata di ieri il vicepresidente statunitense JD Vance ha lasciato il Bürgenstock (NW), sede dei colloqui tra Stati Uniti e Iran. L'informazione è stata confermata a Keystone-ATS da una fonte vicina alle trattative.
Precedentemente, nel corso della giornata di ieri, il vicepresidente americano aveva sottolineato che domenica era stata «una giornata davvero ottima». L'incontro al Bürgenstock ha gettato «basi solide» per un accordo finale con Teheran, ha affermato.
