Zurigo

Al via il processo in appello dell'ex Ceo di Raiffeisen

Pierin Vincenz quattro anni fa era stato condannato a tre anni e nove mesi di detenzione in particolare per truffa, amministrazione infedele e corruzione passiva
© URS FLUEELER
Ats
10.08.2026 09:58

Si è aperto stamane davanti al Tribunale cantonale di Zurigo, e in presenza di un folto pubblico, il processo in appello dell'ex Ceo di Raiffeisen Pierin Vincenz e dei suoi coimputati. Nel 2022 era stato condannato a tre anni e nove mesi di detenzione in particolare per truffa, amministrazione infedele e corruzione passiva.

In prima istanza al suo ex socio in affari Beat Stocker, ex responsabile della società di emissione di carte di credito Aduno (ora Viseca), erano stati inflitti quattro anni di carcere. I dibattimenti sono previsti fino al 21 agosto. Vista la complessità della vicenda, la data della sentenza non è ancora nota.

Al centro delle accuse vi sono alcune acquisizioni aziendali, nel corso delle quali i principali imputati si sarebbero arricchiti in modo illecito. Successivamente, Vincenz e Stocker avrebbero fatto in modo che tali società venissero acquistate da Raiffeisen o da Aduno. Grazie a questa manovra, i due avrebbero realizzato utili milionari.

Un altro aspetto del processo riguarda le spese dell'ex banchiere. La procura accusa Vincenz di aver abusato delle carte di credito aziendali per scopi privati, parlando di un «Tour de Suisse nel mondo a luci rosse». Avrebbe addebitato alla banca visite a strip club e viaggi a Dubai (Emirati Arabi Uniti). In tribunale egli ha sempre giustificato tali spese come attività volte a curare le relazioni d'affari.

Lunga battaglia giuridica

Il processo in appello si apre dopo una lunga battaglia giuridica. Nel febbraio del 2024 il Tribunale cantonale aveva annullato la sentenza di primo grado per vizi procedurali: l'atto d'accusa, di 356 pagine, era a suo dire inutilmente prolisso e dettagliato, ciò che rendeva difficile una difesa efficace. Inoltre non sarebbe stato tradotto integralmente per un coimputato di lingua francese. Aveva quindi rinviato l'incarto al Ministero pubblico affinché redigesse un nuovo atto d'accusa.

La procura si era però opposta con successo. All'inizio del 2025, il Tribunale federale (TF) aveva stabilito l'ammissibilità del documento. La massima autorità giudiziaria elvetica aveva ripristinato la validità della prima sentenza e rinviato il caso al Tribunale cantonale affinché ne esaminasse il merito.

Nella primavera di quest'anno, gli avvocati degli imputati avevano poi chiesto il rinvio del processo d'appello, giustificando la decisione con ricorsi ancora pendenti dinanzi al TF. Il Tribunale cantonale aveva tuttavia respinto la richiesta.

Ville vendute per milioni

In relazione alla vicenda giudiziaria, vi sono stati cambiamenti nella situazione patrimoniale privata di Vincenz: diversi suoi immobili hanno cambiato proprietario. Una villa di vacanza a Morcote è stata venduta in un'asta giudiziaria per circa quattro milioni di franchi. Anche la villa di Vincenz a Niederteufen (AR) è stata venduta, con un ricavo pari a circa dieci milioni.

Il caso era scoppiato nel 2016. Alcune rivelazioni del giornalista di Inside Paradeplatz Lukas Hässig avevano fatto scattare le indagini su alcune partecipazioni azionarie di Raiffeisen in quattro società poi rilevate dalla banca sangallese e sul rapporto tra Vincenz e Stocker.