Al via il WEF, la Fedpol «è pronta a garantire la sicurezza»

Trump e Zelensky, ma anche Javier Milei, i consiglieri federali Guy Parmelin, Ignazio Cassis, Martin Pfister e Karin Keller-Sutter. In totale sul territorio grigionese arriveranno 64 capi di Stato e al WEF, il Forum economico mondiale, parteciperanno un oltre 3mila persone. Un evento che prende il via oggi e terminerà il 23 gennaio. «Mai come quest’anno il WEF ha visto la presenza di così tanti VIP con obbligo di protezione e con dispositivi di sicurezza di grandi dimensioni», ha dichiarato la scorsa settimana il comandante della Polizia cantonale e responsabile della sicurezza dell’evento Walter Schlegel.
La Fedpol: «Siamo pronti»
«Garantire la sicurezza di visitatori di questa caratura richiede preparativi di ampia portata», spiega in una nota odierna l’Ufficio federale di polizia (fedpol). Ufficio che «è incaricato di stabilire le misure di sicurezza da applicare alle persone da proteggere in virtù del diritto internazionale. Tali misure sono in seguito attuate dalle polizie cantonali impiegate durante il WEF».
Oggi «si assiste a un aumento delle minacce»
Le misure di protezione «sono sempre definite in base alla valutazione individuale dei rischi eseguita da fedpol per ciascun visitatore». Questo, continua la fedpol, «significa che una singola persona per la quale risulta un rischio elevato può beneficiare di misure di protezione più vaste rispetto a un gruppo di persone per il quale il rischio è lieve. Gli sviluppi internazionali in materia di sicurezza e di geopolitica possono incidere sui rischi a cui sono esposti i visitatori di alto livello presenti in Svizzera. In tempi di crescenti tensioni politiche a livello globale, indipendentemente dall’esistenza di un conflitto concreto, si assiste regolarmente a un aumento delle minacce».
Cooperazione nazionale e internazionale
Per adempiere al meglio la sua missione di protezione, la fedpol «resta inoltre in contatto con le autorità partner cantonali e federali nonché con le rappresentanze estere. La salvaguardia della sicurezza a Davos e in Svizzera dipende anche da una cooperazione di polizia e da uno scambio di informazioni efficaci a livello sia nazionale che internazionale. fedpol riceve informazioni dalle autorità di polizia estere su persone potenzialmente pericolose che intendono recarsi in Svizzera e può pronunciare divieti d’entrata nei loro confronti per tutta la durata del WEF».
