Al via la maratona sui Bilaterali III

Ripartono oggi i lavori alle Camere federali. Piatto forte dell'ultima settimana di sessione sarà il dibattito sul pacchetto di stabilizzazione Svizzera-Ue (Bilaterali III) che si terrà al Consiglio degli Stati. Per liquidare questo dossier sono previsti tre giorni di discussioni. La Camera alta comincerà a parlarne nel pomeriggio: il dibattito di entrata in materia potrebbe durare fino alle ore piccole, ossia terminare anche dopo mezzanotte (per poi riprendere domani mattina fino alle 13 e proseguire mercoledì per tutta la giornata).
Le discussioni
I dibattiti in aula si preannunciano animati, incentrati su diversi aspetti scottanti inclusi negli accordi. Nel plenum sono attesi non meno di cinque consiglieri federali. Ignazio Cassis, responsabile della diplomazia elvetica, dovrà sottoporsi a un vero «tour de force»: la sua presenza sarà infatti necessaria per buona parte del tempo. Il pacchetto comprende una prima parte dedicata alla stabilizzazione e all’aggiornamento delle intese esistenti nei settori del trasporto aereo e terrestre, del commercio di prodotti alimentari, del riconoscimento reciproco delle valutazioni di conformità e della libera circolazione delle persone. La seconda parte approfondisce le relazioni, con nuovi accordi nei settori della sanità, della sicurezza alimentare e dell’energia elettrica. Quest’ultimo accordo non sarà però trattato, poiché l'analisi del testo in commissione non si è ancora conclusa.
Gli altri contenuti
Il pacchetto contiene anche misure di accompagnamento a livello nazionale, specie per quanto attiene alla protezione dei salari e la lotta al dumping. A ciò si aggiungono quattro crediti: due riguardano il contributo di coesione (che dovrebbe aumentare diventando anche permanente), uno la migrazione e uno la partecipazione della Svizzera al programma Erasmus+ nel 2027.
UDC contro tutti
Fra i partiti, solo l’UDC è fondamentalmente contraria all’intero pacchetto e chiederà la non entrata nel merito. Le altre formazioni, così come le parti sociali e le associazioni economiche, sostengono in linea di principio il risultato dei negoziati, ma a determinate condizioni. Diversi punti sono particolarmente controversi. Innanzitutto, la questione del tipo di referendum cui sottoporre gli accordi divide gli animi. Il Consiglio federale, la sinistra, il PLR e i Verdi liberali sono favorevoli al referendum facoltativo (maggioranza del popolo). L’UDC esige invece il referendum obbligatorio a doppia maggioranza di popolo e Cantoni. Il Centro attenderà la fine dei dibattiti prima di pronunciarsi. Anche le misure volte a tutelare i salari sul territorio nazionale sono oggetto di scontro. Per la sinistra e i sindacati si tratta di un dossier delicato su cui non intendono transigere: potrebbero rivedere il loro sostegno all’intero pacchetto se dovessero ritenere che i lavoratori non saranno sufficientemente tutelati.
La questione della libera circolazione
Neanche gli adeguamenti apportati alla libera circolazione delle persone - vedi l'adozione per esempio della direttiva Ue sulla cittadinanza - sono graditi a tutti, tanto che il Consiglio federale ha previsto, in caso di forte immigrazione, una clausola di salvaguardia. In aula si discuterà tra l'altro di una nuova tassa sull’immigrazione. Posizioni diverse sono emerse anche per quanto riguarda la risoluzione delle controversie fra Berna e Bruxelles (vedi l'annosa polemica sui giudici stranieri), gli aiuti di Stato e i fondi stanziati per i programmi di ricerca e formazione.