Al via la sessione estiva delle Camere federali

Inizio col botto alla sessione estiva delle Camere federali: in apertura il Consiglio nazionale (14.30-19.00) sarà chiamato a discutere della spinosa questione legata ai salari minimi nei contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale.
Secondo la Commissione dell'economia e dei tributi, le retribuzioni previste nei CCL devono prevalere sui salari minimi cantonali, tranne in quei cantoni dove la remunerazione minima è già in vigore.
La vexata quaestio ha fatto scorrere molto inchiostro negli ultimi anni. Per i sindacati e, più in generale, per il campo rosso-verde, il fatto che il parlamento voglia aggirare i salari minimi cantonali votati dal popolo rappresenta un cortocircuito istituzionale, giacché la normativa sui CCL modificata nel senso voluto dalla maggioranza violerebbe la sovranità dei Cantoni e farebbe strame dei diritti politici. In aula lo scorso marzo, la sinistra ha minacciato il referendum qualora non si troverà un compromesso accettabile.
Per i favorevoli a questa soluzione, invece, la priorità dei CCL dichiarati di obbligatorietà generale è importante per contrastare la progressiva frammentazione delle condizioni di lavoro e proteggere il partenariato sociale dall'erosione.
La Camera del popolo sarà poi chiamata a ratificare l'Accordo bilaterale sulla ricostruzione dell'Ucraina, che crea la base giuridica per un maggiore coinvolgimento del settore privato svizzero. Il Nazionale dovrà pure esprimersi sull'accordo di libero scambio tra Kiev e gli stati dell'AELS, che amplia quello in vigore dal 2012.
Da parte sua il Consiglio degli Stati (16.15-20.00) discuterà della modifica della LAMal che mira a estendere l'obbligo di assicurazione alle persone detenute non domiciliate in Svizzera. La commissione preparatoria chiede la non entrata in materia poiché teme un onere amministrativo sproporzionato, dato che gli interessati verrebbero di norma affiliati all'assicurazione malattie solo per pochi mesi.
I «senatori» dibatteranno poi della riforma della legge sull'AI che vuole garantire all'assicurato il suo coinvolgimento precoce nella scelta dell'esperto per le perizie monodisciplinari. Anche in questo caso la competente commissione chiede di non entrare in materia. I commissari non ravvisano alcun bisogno di legiferare dato che sono pochi i casi in cui le parti non giungono a un accordo sulla scelta dell'esperto.