Ticino

Al via la terza campagna di sensibilizzazione «Sotto ogni tombino si nasconde un corso d’acqua»

L’iniziativa, promossa dall’Associazione svizzera dei guardapesca e sostenuta dal Dipartimento del territorio, mira a ricordare alla popolazione che quanto finisce nei tombini raggiunge direttamente fiumi e laghi
Dipartimento del territorio
Red. Online
24.03.2026 11:14

Con l’arrivo della bella stagione ha preso avvio la terza edizione della campagna di sensibilizzazione «Sotto ogni tombino si nasconde un corso d’acqua», promossa dall’Associazione svizzera dei guardapesca e sostenuta anche dal Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, con il coinvolgimento di tutti i 2110 Comuni svizzeri e le scuole tecniche professionali maggiormente interessate dalla problematica.

La campagna riprende lo slogan e i contenuti delle precedenti edizioni (2011 e 2013), con l’obiettivo di consolidare nel tempo un messaggio semplice ma essenziale: quanto viene immesso in un tombino raggiunge direttamente fiumi e laghi. Le caditoie stradali, infatti, non sono collegate agli impianti di depurazione, ma convogliano spesso le acque meteoriche senza alcun trattamento nei corsi d’acqua o nei laghi.

Le precedenti campagne hanno ottenuto un’importante risonanza a livello nazionale, raggiungendo una buona parte della popolazione e contribuendo ad accrescere la consapevolezza sul tema della protezione delle acque. In Ticino, l’iniziativa era stata sostenuta attivamente dai Comuni e accompagnata da diverse azioni di sensibilizzazione, tra cui la distribuzione di materiale informativo nelle tre lingue nazionali, la diffusione di spot televisivi e la posa simbolica di griglie stradali contrassegnate con il messaggio della campagna, trasformando un elemento urbano quotidiano in uno strumento educativo permanente.

Un problema ancora attuale

Nonostante gli sforzi e i miglioramenti compiuti negli ultimi anni, diversi casi di inquinamento ancora accertati annualmente dimostrano che i tombini e le varie caditoie continuano a essere confusi come scarichi fognari o veicolano liquidi inquinanti nelle acque, dopo lo svolgimento di attività a rischio nelle loro vicinanze. Detergenti, solventi, prodotti chimici e fitosanitari, residui di lavaggio e risciacqui vari, se raggiungono i tombini finiscono così direttamente nelle acque di superficie, causando danni significativi agli ecosistemi acquatici e mettendo in pericolo fauna e flora.

Diversi di questi episodi sono riconducibili a gesti quotidiani apparentemente innocui e potrebbero essere evitati con una maggiore informazione e attenzione. L’inquinamento delle acque rappresenta infatti una delle principali minacce per gli ambienti acquatici e per la biodiversità che essi ospitano.

Un impegno condiviso per le nostre acque

La terza edizione della campagna rinnova dunque l’impegno delle istituzioni e dei partner coinvolti nel promuovere una maggiore consapevolezza ambientale e prevenire gli inquinamenti prima che si verifichino, con una serie di attività quali comunicazioni mirate alle categorie professionali maggiormente interessate, la distribuzione di flyer informativi e la diffusione di brevi spot di sensibilizzazione.

Proteggere le acque significa proteggere l’ambiente, la biodiversità e la qualità di vita di tutta la popolazione. Per questo motivo il messaggio resta più attuale che mai: sotto ogni tombino scorre già un corso d’acqua — e dobbiamo essere consapevoli che la tutela di un bene così prezioso quale l’acqua dipende anche dai nostri gesti quotidiani.

Cosa fare se vedo un inquinamento

Qualora si sia testimoni di un episodio di inquinamento puntuale, è opportuno allertare immediatamente il numero di emergenza 117. Nel caso in cui si sia invece a conoscenza di situazioni di inquinamento cronico o ripetuto, l’autorità di riferimento da contattare è il Comune.

Il Nucleo operativo incidenti

Dal 2014 il Dipartimento del territorio, attraverso la Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo, ha istituito il Nucleo operativo incidenti (NOI), che interviene a supporto degli enti di primo intervento anche nei casi di inquinamento delle acque. Tra gli obiettivi figura, oltre a garantire un rapido supporto tecnico per evitare o limitare gli impatti sull’ambiente, quello di fornire analisi mirate volte a migliorare la prevenzione. Dall’istituzione del NOI, si delinea negli anni una diminuzione della casistica legata agli inquinamenti delle acque.