Alloggi a pigione moderata, Berna metterà altri soldi

Alla luce della carenza di alloggi, e con un occhio alla votazione popolare del 14 giugno sull’iniziativa UDC «No a una Svizzera da 10 milioni!», il Consiglio degli Stati ha approvatola proroga dei contributi federali alla costruzione di alloggi di utilità pubblica. Il dossier, già accolto dal Nazionale, è pronto per le votazioni finali.
Il consenso non era scontato, tenuto conto che le proposte del Governo erano state adottate per un soffio dalla commissione preparatoria. Tuttavia, al voto, i contrari al prolungamento di questi strumenti per la promozione di alloggi a pigione moderata hanno raccolto appena una decina di adesioni.
Due gli oggetti in discussione, strettamente legati. L’aumento della dotazione destinata al fondo di rotazione a favore dell’edilizia abitativa di utilità pubblica per gli anni 2030-2034 e il credito per impegni eventuali nella promozione dell’alloggio per il periodo 2027-2033. Il 10 agosto scorso, per fronteggiare l’attuale crisi dell’alloggio dovuta anche alla crescita demografica, e con un occhio all’iniziativa democentrista, il Governo aveva proposto di innalzare di 150 milioni di franchi per gli anni 2030-2034 la dotazione del fondo di rotazione a favore della costruzione di immobili a pigione moderata. Il fondo eroga prestiti per nuove costruzioni, ristrutturazioni e acquisto di immobili. Ai committenti di utilità pubblica vengono concessi mutui rimborsabili che fruttano interessi per la costruzione, il rinnovo e l’acquisto di immobili e di terreni edificabili. Grazie a tale aumento, la dotazione del fondo sfiorerà i 900 milioni. In questo modo e con mutui della durata di 25 anni, il fondo potrà concedere ogni anno nuovi mezzi per circa 36 milioni di franchi.
Quanto alla costruzione di alloggi a pigione moderata, l’Esecutivo aveva proposto 1,92 miliardi a garanzia soprattutto dei prestiti della Centrale di emissione per la costruzione di abitazioni (CCA) per il periodo 2027-2033. Grazie alla fideiussione accordata dalla Confederazione, la CCA può mettere a disposizione dei suoi membri, a lungo termine e a condizioni favorevoli, i mezzi per il finanziamento di alloggi ad affitto e prezzi moderati. Prima dei voti finali, contrari e favorevoli hanno dibattuto abbastanza a lungo sull’utilità di questi strumenti a vantaggio dell’edilizia abitativa. Mentre Hannes Germann (UDC/SH) ha sostenuto che, sovente, questi alloggi vanno a vantaggio soprattutto dei membri di cooperative, talvolta con stipendi alti, da parte sua Hans Wicki (PLR/NW) ha puntato il dito, al di là dell’immigrazione, contro la regolamentazione e le lungaggini amministrative all’origine della forte contrazione delle domande di costruzione negli ultimi anni. Per dare fiato al mattone, a parere del «senatore» PLR, si dovrebbe agire a monte, riducendo laddove possibile gli ostacoli burocratici e i numerosi ricorsi che rallentano le procedure. Gli sforzi profusi finora dalla Confederazione per promuovere l’alloggio non hanno infatti avuto, a suo avviso, un impatto tangibile sul mercato abitativo. Germann ha inoltre denunciato il costo per la Confederazione di questi strumenti che, tra l’altro, rappresentano a suo parere, un’ingerenza importante nel libero mercato.
Rispondendo a queste critiche, Eva Herzog (PS/BS) ha invitato gli scettici a non «giocare col fuoco» - una metafora ripresa anche dal consigliere federale Guy Parmelin - alla luce dell’iniziativa UDC. Nessuno oggi capirebbe un voto negativo da parte nostra, ha affermato Herzog sotto lo sguardo compiaciuto del «ministro» democentrista. Questi strumenti, hanno sottolineato Parmelin, Herzog, Pierre-Yves Maillard (PS/VD) e Mattias Michel (PLR/ZG), rispondono a una domanda crescente nella popolazione di alloggi abbordabili, proveniente sovente da giovani famiglie. Oltre a ciò, hanno sottolineato sia il consigliere federale sia il «senatore» ginevrino Carlo Sommaruga (PS), la Confederazione ci guadagna dai prestiti garantiti con interesse (nel 2024 5,5 milioni secondo dati forniti dallo stesso Parmelin in aula).
Pur comprendendo la necessità di accelerare le procedure per agevolare la costruzione di alloggi, non si possono gettare alle ortiche strumenti che finora hanno contribuito, anche se modestamente, a soddisfare la domanda di appartamenti abbordabili, hanno sostenuto vari «senatori» favorevoli alla prosecuzione di questa politica di carattere sociale.