Alzheimer, uno studio rivela una nuova strategia per contrastare la malattia

Una nuova possibile strategia per contrastare la malattia di Alzheimer, una delle principali cause di demenza nel mondo. È quanto emerso da uno studio scientifico internazionale - coordinato da Riccarda Granata del Dipartimento di biotecnologie molecolari e scienze per la salute dell'Università degli studi di Torino - che «mostra che una molecola chiamata GHRH e un suo composto derivato, denominato MR-409, sono riusciti a ridurre alcuni dei principali danni associati alla patologia nei modelli sperimentali».
La ricerca
Nella ricerca è stato osservato che «il trattamento con GHRH e MR-409 aiuta le cellule nervose a sopravvivere e a difendersi dagli effetti tossici della beta-amiloide, la proteina che si accumula nel cervello delle persone con Alzheimer formando le cosiddette 'placche'; nei modelli animali utilizzati per la ricerca, il trattamento ha portato a risultati particolarmente incoraggianti: riduzione dell'accumulo di beta-amiloide nel cervello, diminuzione dell'infiammazione cerebrale, protezione dei neuroni e delle connessioni tra le cellule nervose e miglioramento delle capacità cognitive e della memoria».
Gli effetti
I ricercatori - si legge in una nota - «hanno inoltre scoperto che questi effetti avvengono senza alterare in modo significativo gli ormoni della crescita dell'organismo, suggerendo un possibile buon profilo di sicurezza del trattamento».
«L'aspetto più interessante di questa ricerca è che la molecola studiata sembra agire contemporaneamente su più meccanismi coinvolti nell'Alzheimer. Questo potrebbe rappresentare un vantaggio importante rispetto alle terapie attuali, che spesso colpiscono un solo bersaglio della malattia», spiega Riccarda Granata.