Hockey

Ambrì Piotta, è una rivoluzione a metà: «Ora riacquistiamo credibilità e fiducia»

Durante l’assemblea straordinaria del club è stato nominato il Consiglio di amministrazione: l’avvocato asconese Davide Mottis - prende il posto di Filippo Lombardi - Quest’ultimo assumerà la carica di presidente onorario - Dentro anche Angelo Geninazzi e Roberto Ballina
©Andrea Branca
Giona Carcano
08.02.2026 17:30

Portare avanti quei valori che hanno contraddistinto l’Ambrì Piotta durante i suoi 89 anni di storia. Ma anche salvaguardare il patrimonio che il club biancoblù rappresenta. Non solo: riacquistare la credibilità e il credito di fiducia nei confronti dei tifosi che nei mesi scorsi sono andati persi. Per Davide Mottis, eletto questa mattina dal CdA alla presidenza del club nel corso di un’assemblea generale straordinaria molto partecipata – erano rappresentati quasi l’85% degli azionisti –, ha di fronte a sé una sfida notevole. Sia dal punto di vista gestionale-sportivo, sia da quello economico. La stabilità finanziaria, infatti, non è stata ancora raggiunta, e serviranno tempo e capitali prima di portare la nave al sicuro nel porto. No, non sarà un compito facile.

Il libro non si chiude

Durante la stessa assemblea, che ha approvato la possibilità di un aumento di capitale, è stato altresì eletto Filippo Lombardi a presidente onorario. Dopo 17 anni, e grazie a un cambio degli statuti (il ruolo non era infatti previsto), il timoniere biancoblù ha lasciato la carica per abbracciarne una più di rappresentanza. È lo stesso Lombardi a inquadrare meglio la sua nuova funzione: «Si volta una pagina, ma non si chiude il libro», dice alla stampa presente alla Gottardo Arena. «Il libro della mia passione per l’Ambrì non si chiude, il mio rapporto con la società non termina, è una funzione diversa. Si tratterà di fare, come si dice in gergo militare, fuoco di copertura da dietro, affinché chi è al fronte possa combattere». Detto in altre parole, a Lombardi toccherà il compito di supportare il nuovo CdA anche nella ricerca di sponsor (una delle questioni irrisolte, infatti, è il naming della Gottardo Arena) e partner. Tornando all’assemblea odierna al Caseificio di Airolo, erano in molti a temere critiche nei confronti di Lombardi. Eppure, tutto è andato liscio. «Qualcuno si è detto deluso dalle modalità con cui è avvenuto il cambio di guida sportiva», ammette Lombardi. Ma critiche «vere», come abbiamo potuto appurare parlando anche con alcuni azionisti presenti, non ne sono arrivate. Solamente un paio i voti contrari al momento dell’elezione di Lombardi. «Non ho mai visto un’assemblea con così tanti azionisti», sottolinea ancora l’ex presidente. «Ai funerali di solito la presenza è alta (ride, ndr)».

Un ritorno

Per Mottis, si tratta invece di un ritorno. L’avvocato asconese, 57 anni, è stato vicepresidente del club biancoblù dal 2002 al 2009, durante la gestione di Gian Paolo Grassi. Dal 2016 al 2023 aveva invece ricoperto la carica di presidente dei Ticino Rockets. «Da un lato sono fiero di aver consegnato a suo tempo il famoso ‘sacco’ a Lombardi», spiega Mottis. «Ora sono fiero di riprenderlo. Quel sacco, allora, aveva un certo peso. E non è che oggi sia più leggero. Lo spirito con cui affronto questa sfida è di portare avanti la storia, la realtà e i valori dell’Ambrì. Con le giuste ambizioni, ma in maniera prudente, oculata ed efficiente». Presi i comandi del club dopo pochissimi giorni di riflessione (la proposta gli è stata fatta a fine gennaio), per Mottis inizierà il lavoro più importante: stabilizzare i bilanci societari. «Le sfide più immediate sono ridare credibilità e fiducia nel club sia all’interno sia all’esterno dell’organizzazione», sottolinea. «Poi bisogna svolgere un’analisi dettagliata per ristrutturare l’aspetto economico-finanziario. L’assemblea ha deliberato un ulteriore aumento di capitale, che sarà la base per poter raggiungere l’obiettivo della stabilità».

A livello tecnico, l’assemblea ha approvato il margine di variazione: si potranno emettere aumenti di capitale in più tranches fino al 50% del valore attuale. «Nelle prossime settimane usciremo con le tutte le informazioni, perché vogliamo essere trasparenti e franchi», chiarisce Mottis. «Speriamo che l’aumento di capitale riscuota un buon successo tra tutta la base dei tifosi e dei sostenitori». Non solo in Ticino, bensì anche oltre San Gottardo. Non è un mistero, infatti, che negli ultimi mesi fra l’Ambrì e i gruppi di sostenitori provenienti da Uri e dalla Svizzera centrale si siano verificati degli strappi. «Dobbiamo ricompattare questa comunità», chiosa Mottis. Inclusa la frangia più «calda» della tifoseria, che oggi ha esposto uno striscione fuori dal Caseificio invitando i membri del CdA a prestare attenzione ai valori e alla tradizione del club. Tornando alla situazione finanziaria, Mottis ha ribadito la necessità di svolgere un’analisi economica completa, tramite magari degli esperti esterni. Da lì prenderà quindi il via la ristrutturazione del debito, un’operazione che avrà verosimilmente un orizzonte di cinque-dieci anni.

La ricerca di nuovi membri

Il nuovo CdA della società, oltre che dal presidente Mottis, è composto da due nuovi membri: Roberto Ballina, CEO della Tensol Rail di Giornico, e Angelo Geninazzi, già sindaco di Melide. Confermati invece Massimo Frigerio, Reto Sormani e Patrick Albisetti. A mancare (ancora) è però una figura d’oltre San Gottardo. «Al momento siamo sei membri di CdA ma da statuti possiamo salire fino a 9», osserva Mottis. «Si è voluto lasciare qualche posto libero proprio per dei rappresentanti della comunità svizzero-tedesca. Sono in corso delle discussioni con potenziali membri, io stesso mi sono messo a disposizione per incontrare i vari di gruppi d’oltre San Gottardo. Uno degli obiettivi in vista dell’assemblea ordinaria di giugno è identificare dei membri di quell’area geografica».

A ognuno il suo mestiere

Detto delle priorità e degli obiettivi, che tipo di presidente sarà Davide Mottis? Parlerà alla squadra? «Non sarò un presidente alla Lombardi», nota. «Da un lato perché lui è ineguagliabile, dall’altro perché caratterialmente non sono fatto così. Ora è importante che il CdA faccia il CdA e gli operativi facciano gli operativi. Anche la squadra attendeva sviluppi in merito alla governance del club, dunque la incontrerò nei prossimi giorni ma semplicemente per presentarmi. Saranno lo staff tecnico, il ds e il CEO a occuparsi della parte sportiva».