Consiglio federale

«Anche i disabili intellettivi devono poter partecipare alla vita politica»

Attualmente, le persone con disabilità intellettiva - ossia coloro che, a causa di una durevole incapacità di discernimento sono sottoposte a curatela generale o sono rappresentate da una persona che hanno designato - sono escluse dai diritti politici in materia federale
© CdT/Gabriele Putzu
Ats
14.10.2026 10:26

Anche le persone con disabilità intellettiva devono poter partecipare, in linea di principio, alla vita politica del Paese. È quanto si propone il Consiglio federale che, al pari di alcuni Cantoni, ha avviato oggi la procedura di consultazione fino al 28 gennaio riguardante una modifica costituzionale e della legge sui diritti politici.

Attualmente, le persone con disabilità intellettiva - ossia coloro che, a causa di una durevole incapacità di discernimento sono sottoposte a curatela generale o sono rappresentate da una persona che hanno designato - sono escluse dai diritti politici in materia federale, spiega una nota governativa odierna.

Eliminare la disparità

L'esecutivo, appoggiandosi a una mozione approvata dal parlamento, intende eliminare questa disparità di trattamento allo scopo di rafforzare l'autodeterminazione di queste persone. Fra l'altro, fa notare l'Esecutivo, diversi Cantoni hanno già abrogato le corrispondenti regolamentazioni.

In futuro, tutti i cittadini svizzeri maggiorenni dovranno poter partecipare alla definizione delle politiche del Paese. Tra questi figura il diritto di partecipare alle elezioni del Consiglio nazionale e alle votazioni federali, nonché di firmare iniziative popolari e referendum.

Revisione dell'articolo 136

Per raggiungere tale obiettivo, è necessaria la revisione dell'articolo 136 capoverso 1 della Costituzione federale e delle legge federale sui diritti politici e della legge sugli Svizzeri all'estero.

Il progetto è strettamente legato all'attuale impegno del Consiglio federale volto a modernizzare il diritto in materia di protezione degli adulti. In questo contesto sono in corso anche i lavori per l'abolizione della curatela generale.

L'origine del progetto

La mozione all'origine di questo cambiamento, presentata dalla Commissione delle istituzioni politiche del Nazionale, è stata adottata nell'autunno 2025. Al momento, le persone «interdette per infermità o debolezza mentali» non godono dei diritti politici. Stando alla commissione, ciò esclude circa 16 mila persone dal diritto di voto.

Una simile esclusione si basa sull'idea che le persone con disabilità che necessitano della protezione di una curatela generale o di un rappresentante per affrontare la vita quotidiana, non siano in grado di formarsi un'opinione politica. La realtà è diversa, stando alla commissione: come nel resto della popolazione anche in questo gruppo vi sono persone che vogliono essere attive politicamente e altre che non si reputano in grado di affrontare temi politici.

Per questo è inammissibile privare automaticamente una persona dei diritti politici se è sottoposta a curatela generale. Alla stessa conclusione, secondo la commissione, sono ad esempio giunte anche le corti costituzionali di Austria e Germania.

I precedenti cantonali

Già nel 2020, Ginevra aveva deciso con una netta maggioranza (con il 75 % di voti favorevoli) di conferire anche a questi cittadini svizzeri il diritto di voto e di elezione a livello cantonale. Nel 2024 Appenzello Interno ha modificato la sua Costituzione in questo senso. In diversi altri Cantoni sono in corso sforzi simili.

In Svizzera, l'esercizio dei diritti di voto e di elezione non dipende dalle conoscenze civiche. Le persone con disabilità non devono essere giudicate con standard più severi rispetto ad altre. Le persone di questo gruppo che non sono interessate alle questioni politiche o che non sono in grado di essere politicamente attive, finiranno semplicemente per non esercitare i loro diritti politici, come avviene per il resto della popolazione.