Anche in Ticino a scuola con la divisa?

Introdurre una divisa scolastica nella scuola dell’infanzia ed elementare ticinese. È quanto chiede di valutare una mozione interpartitica presentata da Michela Ris (PLR) e sostenuta da deputati di Centro, Lega, UDC e PS/FA. La proposta parte dall’idea che la scuola non sia soltanto il luogo dell’apprendimento, ma anche uno spazio nel quale i bambini imparano a vivere in una comunità, a rispettare regole condivise e ad adeguare il proprio comportamento ai diversi contesti. Secondo i promotori, anche l’abbigliamento rientrerebbe tra gli aspetti educativi. La divisa, si legge nella mozione, «non avrebbe lo scopo di limitare la personalità degli allievi, ma di trasmettere il principio secondo cui ogni ambiente richiede un modo di presentarsi adeguato». L’obiettivo sarebbe inoltre quello di ridurre il peso delle marche, delle mode e delle differenze economiche visibili tra i bambini.
Sulla scia del grembiule
La proposta non punta al ritorno del tradizionale grembiule, ma a un abbigliamento scolastico comune, pratico e facilmente lavabile. Tra le ipotesi indicate figurano una maglietta o una polo, una felpa e pantaloni o gonna in colori prestabiliti, eventualmente personalizzati con il nome o il simbolo della scuola o del Comune.
Per i promotori, un abbigliamento comune potrebbe anche rafforzare il senso di appartenenza alla scuola e alla comunità scolastica. La divisa, inoltre, permetterebbe di spostare l’attenzione dall’immagine esteriore alle capacità, al comportamento e alle relazioni tra gli allievi. A sostegno della proposta, la mozione richiama l’esperienza francese, oltre che la consolidata tradizione anglosassone che da tempo ha introdotto l’uniforme in numerosi sistemi educativi.
L’esempio francese
Negli anni scolastici 2024-2025, in Francia, circa un centinaio di scuole e istituti volontari hanno sperimentato una tenuta comune in collaborazione con le autorità locali. Secondo la valutazione pubblicata dalla Direzione francese per la valutazione, la prospettiva e la performance, tre direttori di scuola su quattro nel primo ciclo hanno rilevato un’evoluzione positiva del senso di appartenenza all’istituto.
Lo stesso rapporto invita tuttavia alla prudenza. I dati raccolti hanno evidenziato un’adesione limitata da parte degli allievi e il possibile emergere di tensioni legate al mancato rispetto dell’abbigliamento previsto.
Per i firmatari della mozione, proprio questi elementi dimostrerebbero l’opportunità di affrontare il tema attraverso una sperimentazione. La divisa, sostengono i promotori, non dovrebbe tradursi in un nuovo onere per le famiglie. Il Cantone potrebbe quindi valutare forme di acquisto centralizzato, contributi oppure la fornitura gratuita dei capi alle famiglie che ne avessero bisogno.