Anche la Svizzera potrà partecipare ai centri di rinvio dei migranti

Come l'Unione europea, anche la Svizzera dovrà creare una base giuridica nel settore dell'asilo per i centri di partenza nei Paesi terzi. L'accordo raggiunto lunedì sera a Bruxelles si applica pure alla Confederazione in quanto membro dell'area Schengen.
Il compromesso degli Stati membri
Il compromesso adottato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo prevede una serie di misure per accelerare le espulsioni e consente agli Stati che lo desiderano di creare centri in cui rinviare i richiedenti asilo respinti al di fuori dell'Europa. I deputati europei e il Consiglio UE dovranno ancora approvarlo definitivamente nelle prossime settimane. Trattandosi di uno sviluppo dell'acquis di Schengen, la Svizzera dovrà recepire questa normativa nel proprio diritto nazionale entro due anni, ha indicato oggi a Keystone-ATS una portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (SEM). Il testo sarà sottoposto al Parlamento e a un referendum facoltativo.
Il nodo dei centri di partenza
Prima di poter rinviare richiedenti respinti, devono ancora essere creati eventuali centri. A tal fine, occorre trovare un Paese che sia disposto ad accoglierne uno sul suo territorio, ha aggiunto la portavoce. Se centri di partenza saranno creati e saranno conformi alla legge, Berna valuterà la possibilità di parteciparvi.
Rispettare gli standard internazionali
I centri possono rappresentare la destinazione finale o una destinazione di transito prima del trasferimento verso il Paese d'origine dei migranti o uno Stato terzo, ha precisato il Consiglio europeo in un comunicato. Non si sa ancora dove potranno essere aperti tali centri. Ciò richiede un accordo con uno Stato terzo che rispetti i diritti umani e gli standard internazionali. Anche famiglie potranno essere rinviate in questi centri. Il nuovo regolamento prevede eccezioni solo per i minori non accompagnati.