Ubriaco, cade in una scarpata ad Arogno: è in pericolo di morte

(Aggiornato alle 9.59) Brutta avventura nella notte tra ieri e oggi per un partecipante al mini torneo di calcio «Lui & Lei» di Arogno. L'uomo è infatti caduto per una decina di metri finendo in una scarpata nel bosco vicino al campo sportivo, in Stráda da Devógg, e ha dovuto essere soccorso dalla Rega. Protagonista della vicenda, fa sapere la Polizia cantonale, un 31.enne cittadino svizzero domiciliato nel Mendrisiotto.
Che cosa è successo
Probabilmente ubriaco, l'uomo si era recato, verso mezzanotte e mezza, nel bosco vicino al campo sportivo per fare pipì. È però scivolato cadendo in una scarpata e finendo quasi in un piccolo riale.
Sono dunque immediatamente stati allertati i soccorsi. «Ho un collega che fa l'infermiere e che ha lavorato in ambulanza il quale ha prestato i primi soccorsi al malcapitato bloccandolo in posizione di sicurezza», spiega il presidente del comitato organizzatore del torneo nonché vicesindaco di Arogno Kevin Casellini, da noi contattato. «Il problema era appunto che non riuscivamo a tirare fuori la persona dalla scarpata in cui era caduta».
Il medico, una volta arrivato sul posto, ha quindi deciso che era meglio chiamare la Rega. Per questa ragione si è dovuto dunque sgomberare il campo di calcio per permettere all'elicottero di atterrare. «I partecipanti al torneo hanno mostrato grande solidarietà e collaborazione: in poco tempo sono così state spostate le porte ed è stato pulito il campo da rifiuti in modo che la Rega potesse atterrare», racconta sempre Casellini. «Sono orgoglioso di come tutti abbiano dato una mano».
Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale e, in supporto, della Polizia Città di Mendrisio, i pompieri di Melide, l'Unità di Intervento Tecnico dei Pompieri di Lugano, i soccorritori della Croce Verde di Lugano, del Sam e della Rega che lo hanno elitrasportato all'Ospedale Civico di Lugano.
In pericolo di morte
L'uomo, fa sapere la Polizia cantonale in un comunicato, ha riportato gravi ferite tali da metterne in pericolo la vita.
Una lunga attesa
Per tutta la durata dell'intervento, i partecipanti sono dovuti rimanere nel capannone. «Abbiamo dovuto aspettare un'oretta e mezza, quasi due ore», spiega Casellini.
«Visto quanto successo e per rispetto della persona che ha avuto l'incidente, comunque, una volta conclusosi l'intervento abbiamo deciso di non mettere più musica e di non fare più festa e siamo andati tutti a casa», conclude Casellini.
